Published On: mer, set 11th, 2019

Bari: chiude stabilimento Saicaf in via Amendola. Trasferimento di sede?

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maxresdefaultLo stabilimento Saicaf di Bari cesserà a settembre la produzione e per i 40 lavoratori attualmente occupati nel reparto produzione non c’è nessuna certezza lavorativa: per questo i sindacati Flai e Uila hanno indetto lo sciopero ad oltranza dal 12 settembre. La notizia ha fatto il giro della città suscitando le reazioni dei lavoratori che hanno preso le distanze dalle organizzazioni di rappresentanza dichiarando di non aderire ad alcuno sciopero e della stessa azienda che ha replicato parlando “solo” di un trasferimento di sede nonchè di una riorganizzazione dell’attività che prevede inevitabilmente anche un intervento sugli organici. «Si sciopererà – dicono i sindacati – fino a quando dall’azienda non giungeranno gli opportuni chiarimenti e non si darà garanzia sul futuro dei lavoratori attualmente occupati». Della chiusura dello stabilimento e della cessione del terreno si era parlato il 6 agosto scorso durante un incontro tra le rappresentanze sindacali e la direzione aziendale. La storica torrefazione, fondata nel 1932, ad oggi ha in organico più di 40 unità. Tutti gli addetti alla produzione sono, quindi, interessati dalla cessazione delle attività nello stabilimento barese. Dal mese di agosto, invece, sono stati trasferiti gli uffici e gli impiegati in una sede nel centro di Bari.

 

«Voci di corridoio che si inseguivano da tempo – dice Buongiorno – parlavano di una trattativa avanzata per la cessione del terreno su cui insiste lo stabilimento produttivo. La notizia è stata poi comunicata soltanto nel mese di agosto in cui venivamo a conoscenza del fatto che la data ultima per lo sgombero era stata fissata per il mese di ottobre». «Per questo – rileva – abbiamo chiesto un incontro urgente con la proprietà, al fine di pianificare tutte le azioni atte a tutelare i diritti dei lavoratori, ma ad oggi, evidentemente, tale appello non risulta accolto. Dopo aver indetto lo stato di agitazione sindacale ci vediamo costretti ad indire uno sciopero ad oltranza, oltre ad aver interessato la task force regionale per l’occupazione, al fine di venire a capo di una vicenda complessa, ma drammatica nei suoi risvolti».

Il presidente del Cda di Saicaf Antonio Lorusso replica ai sindacati, che hanno proclamato lo sciopero contro la chiusura dello storico stabilimento di Bari e la cessione del terreno «L’attività aziendale è in piena continuità ed il percorso organizzativo interesserà pochissime unità per le quali l’azienda» ha avviato con i sindacati un percorso «per attenuare le conseguenze sul piano sociale».

Spiega Lorusso, di aver avviato una riorganizzazione per «potenziare la propria presenza sul territorio nazionale ed estero»: sta trasferendo la propria sede «in via Oberdan, e contemporaneamente riorganizzando l’attività produttiva avendo individuato dei siti produttivi di primaria importanza. In questa ottica, l’azienda ha colto una opportunità, dismettendo lo storico stabilimento produttivo di via Amendola, portando a termine una importante operazione immobiliare».

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