Published On: lun, feb 3rd, 2020

Dal 5 febbario il “Sogno” scespiriano riletto da Massimo Verdastro al Teatro van Westerhout.

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Shakespeare ci ha fatto vederdownloade quanto sia sovversivo il desiderio». Parola
di Massimo Verdastro, che ha riletto con la sua nota sensibilità registica
il «Sogno di una notte di mezza estate», in scena da mercoledì 5 a domenica
16 febbraio al Teatro van Westerhout di Mola di Bari per la Stagione
2019-2020 della Compagnia Diaghilev, che produce lo spettacolo (repliche il
6, 7, 8, 9, 13, 14, 15 e 16 febbraio, feriali ore 21, festivi ore 19).
Interpretato dallo stesso Verdastro accanto ad Elisabetta Aloia, Antonella
Carone, Altea Chionna, Carlo D’Ursi, Francesco Lamacchia, Mario Lasorella,
Loris Leoci, Tony Marzolla e Serena Palmisano sulle scene di Pier Paolo
Bisleri, che è anche autore dei costumi (le luci sono di Marcello
D’Agostino, le musiche a cura di Marco Ortolani), il «Sogno» completa una
trilogia sul tema del desiderio che Verdastro e Diaghilev avevano iniziato
proprio con Shakespeare («La dodicesima notte») e proseguito con Petronio
(«Satyricon»).
I giovani protagonisti del «Sogno», transfughi dalla corte, nel bosco
abitato da inquietanti creature governate da Oberon e Titania, re e regina
degli elfi e delle fate, scopriranno aspetti sconosciuti e profondi del loro
sentire. Gli istinti primordiali e le pulsioni erotiche si manifesteranno
senza controllo a causa dei prodigi magici messi in atto da Oberon, sorta di
gran burattinaio-regista-demiurgo. Nella rilettura dell’opera viene in
particolar modo evidenziata la natura “sovversiva” del desiderio, in quanto
insopprimibile istinto vitale capace di far compiere azioni civilmente e
moralmente inaccettabili. E, pertanto, il desiderio va tenuto costantemente
sotto controllo e, possibilmente, separato dalla quotidiana esistenza, sia
fisicamente che simbolicamente. Per questo lo svolgimento dell’azione
teatrale avviene in due luoghi ben distinti, come la città e il bosco,
separazione che invita a distinguere ciò che è stato solo un sogno dal
ritorno alla realtà.

Questa la lettura del «Sogno» scespiriano nella rivisitazione di Massimo
Verdastro, Premio Ubu e Premio Eti Olimpici del Teatro e artista che si è
contraddistinto per una carriera caratterizzata dalla scoperta,
interpretazione e direzione delle nuove drammaturgie, oltre che da una serie
di collaborazioni illustri, da Peter Stein a Luca Ronconi, prima delle
esperienze con i Magazzini di Lombardi-Tiezzi, la Compagnia Krypton di
Giancarlo Cauteruccio e l’istituzione della compagnia Verdastro-Della
Monica.

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