Published On: gio, ago 10th, 2017

Lettera al Presidente della Regione, Dott.Michele Emiliano

Share This
Tags

taranto ilvaCaro governatore di questa nostra bellissima regione, sono una mamma, una  semplice mamma tarantina. Mi è capitato di incontrarti, di guardarti negli occhi e, confesso, ho creduto che tu sentissi quella pressione sulla  coscienza che anche io sento, quando penso a quei genitori che hanno sepolto i propri figli sotto questa coltre di diossina.

Mai dovrebbe accadere che un genitore seppellisca un figlio, la natura ci insegna il contrario. Non è umano che si conoscano i responsabili e chi dovrebbe fare qualcosa, non fa. Sai, governatore, io nei tuoi occhi avevo letto una fede politica incrollabile e anche la tenacia di voler cambiare, in meglio, quel partito che a Taranto ha solo seminato decreti e morte per decreto. Ci avevo creduto ed ero stata presa in giro dagli amici che mi dicevano che tu eri peggio dell’altro, del tuo predecessore.

Io ti giustificavo dicendo: “Vedrete che lui lavorerà per liberarci da questi veleni”. Avevo torto, purtroppo: i miei amici avevano visto più lontano. Da sindaco di Bari, hai trasformato la tua città. Troppo semplice, quel compitino, rispetto alle criticità tarantine.

Alla luce di tutto quello che è venuto in seguito, la tua presenza, meno di un anno fa, al funerale di un operaio, vittima numero 500 all’interno dell’Ilva, mi sembra oggi solo un atto di rappresentanza e le parole che volesti regalare ai genitori affranti adesso suonano vuote e prive di qualsiasi significato.

La fabbrica delle bare d’acciaio sta cadendo a pezzi, come raccontano gli stessi dipendenti, ma, prima di morire, vuole ancora uccidere, armata dal Governo centrale e sopportata da quello regionale.

La fede politica può spingerti fino ad accettare passivamente il sacrificio della vita dei tuoi conterranei, al pari degli ovini soppressi solo perché pascolavano nei campi intorno alla zona industriale?

Può la fede politica farti illudere di poter cambiare un partito dal
proprio interno invece di sfidare il malaffare sostenendo che a talune
condizioni tu non ci stai più?

Può, sempre la stessa fede, trascinarti fino a Taranto per appoggiare la candidatura a sindaco di una persona che, con ogni probabilità, non
risponderà alla richiesta di incontro formulata dai Genitori tarantini?
Puoi, infine, essere così incauto da circondarti ancora di personaggi
locali che mai hanno dimostrato di voler bene a Taranto, la loro città?

Mi dispiace, Michele, pur con sofferenza e dispiacere, non ti credo più. I bambini di Taranto vogliono vivere e noi genitori difenderemo la loro salute. Costi quel che costi.

Cinzia, dei Genitori tarantini.

La redazione

About the Author

- redattore

Leave a comment

You must be Logged in to post comment.

Le immagini scaricabili presenti sul sito vengono dalla rete. Nel caso in cui alcune di esse fossero coperte da vostro copyright e siate in grado di fornire adeguata documentazione, siete pregati di comunicarlo al nostro webmaster il quale provvederà a rimuovere le immagini segnalate o, se preferite, saremo lieti di poter riportare il vostro link in ciascuna pagina, menzionando gli autori della foto e la fonte da cui è stata tratta. Tutti i testi sono da considerarsi proprietà di Made in Italy, salvo diversamente specificato.