Published On: lun, dic 30th, 2019

Modugno,un grande parco urbano lì dove c’era la cementeria.

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Il Consiglio Comunale del 2download7.12.2019 ha approvato l’intesa tra
l’Amministrazione Comunale e la società proprietaria del sito, la Italgen,
per la cessione, a titolo gratuito, al Comune di Modugno, di una vasta area
verde che sarà intitolata, per volontà del Sindaco Nicola Magrone condivisa
dai consiglieri, al dott. Pinuccio Laoiacono, medico anestesista scomparso
nel 2011 e rimasto nel cuore dei modugnesi.*
*L’accordo programmatico – che sarà quindi firmato dal Primo Cittadino –
prevede la realizzazione, su ben 19 ettari di terreno ceduti al Comune, di
un grande parco urbano con annesse zone pic–nic, zone belvedere, area
grandi concerti, realizzazione della viabilità carrabile, pedonale e
ciclabile oltre che la realizzazione di un’area parcheggio. *
Il Sindaco Magrone: “**Un percorso, quello che ha per obiettivo la
creazione di un grande parco urbano, che pratichiamo da tempo e che
realizza un punto tra i più qualificanti delle linee programmatiche
dell’amministrazione approvate dal Consiglio nel 2015. Rivendichiamo di
aver lavorato da sempre, sin da quando eravamo solo una espressione come le
altre della società civile, per arrivare al risultato di oggi”.*
Il Vice Sindaco Francesca Benedetto: “Ancora un tassello, un tassello
molto grande, che restituisce dignità allo spazio urbano della nostra
città, facendolo crescere in un’ottica opposta a quella perseguita fino a
qualche anno fa, quando crescita e progresso erano concepiti solo come
espansione edilizia. Questa volta parliamo di una zona in cui le
particolarissime peculiarità naturalistiche si riappropriano di uno spazio
precedentemente occupato da un insediamento industriale. Con il passo
compiuto oggi in Consiglio comunale, andiamo ad assecondare il recupero
ambientale di un angolo naturalistico meraviglioso messo a disposizione
della comunità”.*
Verde comunale che aumenta del 450%, per complessivi 190.000 metri quadri,
sei volte il Parco San Pio e 16 volte la villa comunale di Piazza
Garibaldi. Sono i numeri dell’acquisizione al patrimonio del Comune di
Modugno dell’area della cava di calcare dalla quale una volta si estraeva
la materia prima per la produzione di cemento e che oggi, a distanza di
molti anni dalla cessazione della attività, si presenta come spontaneamente
rinaturalizzata. Una spettacolare macchia mediterranea, gli alti pini, i
terrazzamenti della roccia calcarea, un laghetto situato sul fondo della
cava e i caratteristici sentieri tutto intorno, offrono la rappresentazione
di un angolo paesaggisticamente inedito per la Città di Modugno. Qui, in
contrada Matracco, nelle adiacenze del prolungamento di via Cesare
Battisti, il Comune potrà creare il parco urbano “Pinuccio Loiacono”,
grazie all’Accordo Programmatico preliminare approvato oggi dal Consiglio
Comunale che prevede la cessione a titolo gratuito da parte della società
Italgen, proprietaria del sito della ex Cementeria, di 19 ettari di terreno
(corrispondenti all’area della cava) al Comune medesimo.
L’accordo licenziato dal Consiglio è il frutto delle attività di
concertazione e collaborazione intraprese dal Sindaco Magrone e dal Vice
Sindaco e assessore all’Assetto del Territorio, Francesca Benedetto, con la
società Italgen, per giungere alla realizzazione di uno dei più importanti
punti di programma dell’amministrazione comunale: la riqualificazione del
sito dell’ex cementeria, appunto. Dopo mesi di sopralluoghi, interlocuzioni
e incontri tra Sindaco, Vice Sindaco, consiglieri comunali (per il Comune)
e Ivan Gabatel, responsabile Regolazione e Autorizzazioni della SpA per la
Italgen, alla presenza di tecnici di entrambe le parti, si è giunti quindi
ad un’intesa per il nuovo utilizzo del sito della ex-cementeria.
Ribadita la volontà dell’amministrazione comunale di realizzare all’interno
dell’area un grande parco urbano, e incontrata in tal senso la
disponibilità dei proprietari del compendio dismesso, l’approvazione da
parte del Consiglio segna un passaggio fondamentale per la definitiva
cessione delle aree in questione e per dare corso, con la sottoscrizione
dell’accordo programmatico, alle attività di concreto ripristino ambientale
del sito.
Italgen, dal suo canto, conseverà la proprietà di una diversa area
all’interno del sito, allo scopo di realizzarvi un progetto di produzione
di energia da fonti rinnovabili (impianto fotovoltaico).
La questione della cementeria di Modugno è stata per anni al centro di
numerose iniziative, anche pubbliche, di Nicola Magrone e del suo
movimento, Italia Giusta secondo la Costituzione, intraprese per
scongiurare il pericolo che, dopo la dismissione degli impianti produttivi,
vi si potessero costruire capannoni invasivi.Dopo le elezioni comunali del giugno 2013, nelle quali Magrone fu eletto
per la prima volta sindaco, l’idea del parco urbano, al termine di
complesse procedure di bonifica del sito, è diventata così punto cardine
del programma di governo, del primo e del secondo mandato della
amministrazione guidata da Magrone: un punto cardine per realizzare il
quale, nel 2014, il Consiglio Comunale votò all’unanimità la proposta
dell’amministrazione di destinare a verde, per l’appunto, l’area della
ex-cementeria.
Breve storia dell’opificio.*
Il sito, oggi di proprietà Italgen SpA, è stato per decenni utilizzato per
la produzione di leganti idraulici (cemento), dapprima dalla società
Cementerie delle Puglie SpA, poi dalla Cemensud SpA ed infine
dall’Italcementi SpA.*
L’attività produttiva del cemento ebbe inizio nel 1931.*
Fino al 1975 detta produzione avvenne a ciclo completo: erano cioè in
funzione sia le linee per la fabbricazione del clinker (semilavorato) sia
gli impianti per la macinazione e fabbricazione del cemento, mentre la
materia prima (calcare) veniva estratta dalla cava Matracco sempre
all’interno del sito, su terreni confinanti con gli impianti.*
A partire dal 1975 vennero gradualmente spente alcune linee degli impianti
e ridotta l’attività di estrazione ed a partire da questa data nel sito
veniva svolta attività di macinazione del semilavorato prodotto presso
altre cementerie e commercializzazione.*
Lo spegnimento definitivo di tutti gli impianti è avvenuto nel 2006.*

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