Published On: dom, lug 12th, 2015

Papa Francesco in visita in Paraguay

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img1024-700_dettaglio2_Papa-Francesco-a-Asuncion-Paraguay-Reuters“Non deve esistere situazione più difficile per una madre che accompagnare la morte di un figlio. Sono momenti strazianti”. Papa Francesco ha cominciato con questa considerazione, pronunciata subito dopo l’omelia nel Santuario dell’Immacolata Concezione di Caacupè che in lingua guaranì significa “Dietro il Monte”. Alla sofferenza della Vergine Addolorata, Papa Francesco ha dedicato la sua commovente riflessione, “Vediamo la sua vita, e ci sentiamo compresi, capiti. Possiamo sederci a pregare e usare un linguaggio comune davanti a una serie di situazioni che viviamo ogni giorno. Ci possiamo identificare in molte situazioni della sua vita. Raccontarle le nostre realtà perché lei le comprende”, ha detto il Papa. “Lei – ha aggiunto – è la donna di fede, è la Madre della Chiesa, lei ha creduto. La sua vita è testimonianza che Dio non delude, non abbandona il suo Popolo, anche se ci sono momenti o situazioni in cui sembra che Lui non ci sia. Lei è stata la prima discepola che ha accompagnato il suo Figlio e ha sostenuto la speranza degli apostoli nei momenti difficili”. Maria, ha ricordato Bergoglio, “è stata la donna che stava attenta e ha saputo dire, quando sembrava che la gioia e la festa stavano finendo: ‘Non hanno vino’ E’ stata la donna che ha saputo andare e stare con la cugina Elisabetta ‘circa tre mesi’, perché non fosse sola nel suo parto”.
Il Santo Padre durante la sua visita al santuario ha incontrato con piacere dei bambini orfani, e meno fortunati, appartenenti ad una parrocchia. Dopo si è rivolto alla società, alla gente del posto : “Mi fanno venire un po’ di allergia quanti usano parole magniloquenti per dire le cose, e poi quando conosci la persona pensi che sia un mentitore. Dicono: ‘io vengo da una grande cultura, da una buona famiglia’, ma poi… Se qualcuno considera che ci sono persone, culture, situazioni di seconda, terza o quarta categoria, qualcosa di sicuro andrà male, perché manca semplicemente il minimo, il riconoscimento della dignità dell’altro” . Papa Francesco ha aggiunto questa sottolineatura al testo che aveva preparato per l’incontro di questa sera con la società civile del Paraguay, un passaggio del quale riguardava “il dialogo che esige da noi la cultura dell’incontro”. “Senza questo presupposto essenziale, senza questa base di fraternità, sarà molto difficile – ha detto – giungere al dialogo”. Accogliere il grido dei poveri per costruire una società più inclusiva”. Papa Francesco ammonisce però di non strumentalizzarli politicamente: “non serve – ha spiegato – uno sguardo ideologico, che finisce per utilizzarli al servizio di altri interessi politici o personali”. “Per ricercare effettivamente il loro bene, la prima cosa – infatti – è avere una vera preoccupazione per la loro persona, apprezzarli per la loro bontà. Ed essere disposti a imparare da loro”. “I poveri – infatti – hanno molto da insegnarci in umanità, in bontà, in sacrificio. E noi cristiani abbiamo inoltre un motivo in più per amare e servire i poveri: in loro vediamo il volto e la carne di Cristo, che si è fatto povero per arricchirci per mezzo della sua povertà”. “Certamente – ha ammesso – sono molto necessarie per un Paese la crescita economica e la creazione di ricchezza”, ma, ha scandito, “questa arrivi a tutti i cittadini, senza che nessuno rimanga escluso”. “La creazione di questa ricchezza – ha concluso – dev’essere sempre in funzione del bene comune, e non di quello di pochi”.

Federica Cirillo

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