Published On: ven, dic 5th, 2014

Per una politica malata forse ci vuole il Dottore

 

Francesco-SchittulliAssistiamo in questi giorni all’arrivo anche alla periferia del regno della peggiore contro-cultura laica. Da qualche ora anche al Comune di Bari, già Comune designato Area Metropolitana, è infatti in vigore la nuova norma che modifica di fatto la modulistica d’anagrafe sostituendo agli identificativi genitoriali di Padre e Madre quelli, più generici, di Genitore 1 e Genitore 2.
Della serie: il generico avanza, le soluzioni ai problemi reali latitano.
Piccoli cambiamenti al quotidiano nel corso di un decennio possono dare vita a rivoluzioni (o involuzioni, a seconda dei punti di vista), figuriamoci nell’arco di un paio di generazioni a venire.
E così, mentre un Ente storico come la Provincia di Bari – e tutto il suo bagaglio variegato di gestione e interconnessione di aree spesso distanti poco geograficamente ma universi in termini territoriali, geopolitici, sociologici, storico/artistici, naturalistici e urbanistici -si appresta a chiudere i battenti (fino a quando la Democrazia Cristiana non tornerà in Parlamento, giurano dalla Segreteria di Bari) e si affaccia così un’altra piccola rivoluzione, dal 1 Gennaio 2015 il Consiglio Provinciale muta la sua essenza in Consiglio dell’Area Metropolitana, sostanzialmente composto dai Sindaci dei Comuni rientranti in questa nuova realtà territoriale.
I più scettici, Democristiani in testa, storcono il naso.
Certo, in tempi di spending review suona bene il limare i costi eliminando Consigli specifici e Giunte di (spesso) trombati, ma siamo certi che sia questa la sinfonia che serva davvero all’Italia per uscire dall’empasse dei tempi che corrono?
Siamo certi che, in loco di Rappresentanti Elettivi non si attiverà – magari tra qualche tempo, magari con qualche leggina ad hoc – ad allestire nell’Area Metropolitana mediante qualche pseudo Consiglio di Amministrazione un ulteriore “parcheggio” per trombati e portaborse di turno?
Siamo certi che una generica Area Metropolitana possa essere un sistema burocratico idoneo alla gestione delle funzioni delle province, da sempre con delicata funzione interconnettiva tra le metropoli e le aree circostanti, spesso rurali e che dunque con la metropoli centrano ben poco?
In molti sono certi, specie in Puglia, di no.
Ma, tant’è, probabilmente la nuova classe rampante politica che a Roma pasteggia a gelato e fa il nazional popolare in Smart (salvo poi farsi scarrozzare in Falcon in giro per il mondo dimenticandosi però magari di passare da Delhi a riprendersi il Marò) – probabilmente già sentendo dalle retrovie l’incedere di roboanti calcioni pronti a scaraventarli fuori da questo fallimentare progetto politico alternativo – schiacciano il piede sull’acceleratore delle riforme per caricare la molla che li sospingerà in Europa mentre, come sempre, dalla stampa trapelano le solite notizie: poteri oscuri (in questa tornata rossi o similari), lobbie di affaristi de noiatri (oggi il business parrebbe essere l’immigrazione clandestina, ieri le grande opere o i grandi eventi), centri di potere sempre più in ipossia di appoggio elettorale.
Se la politica di una volta, insomma, è stata rottamata, l’usato fresco attualmente in carica (l’Italiano medio ha forse dimenticato che l’attuale Sistema Elettorale e dunque Governo parrebbe essere totalmente al di fuori della Legge) parrebbe non godere di aspettativa di vita migliori.
Alle prossime tornate, insomma, si sente nell’aria che arriverà qualcosa di nuovo.
La Puglia, come spesso succede, diviene così fucina di talenti e di carismi, pronti a spiccare il volo verso Montecitorio dopo idonee azioni territoriali, ovvero pronti ad andare in stallo all’ulteriore repentino ed azzardato cambio di casacca.
E’ successo infatti in questi giorni che alcuni Consiglieri Comunali del Movimento Politico più in auge del momento, ovvero quello guidato dall’Oncologo Gravinese ( di fama internazionale) Francesco Schittulli, abbiano deciso di prendere all’improvviso nuove strade.
Strano.
Al Professore, che dal 1° Gennaio 2015 sarà a tutti gli effetti l’ultimo Presidente della nostra amata Provincia, non manca certo preparazione istituzionale – oltre che naturalmente medica magari per intravvedere avvisaglie di colpi di sole fuori stagione – e dunque i più sagaci già da tempo hanno in lui individuato, nell’attuale panorama Pugliese, l’unica persona probabilmente idonea a sorreggere il tacco dello stivale in questo delicato periodo storico.
La rinata Democrazia Cristiana e, parrebbe, NCD ,pare ne abbiano già carpito le potenzialità.
Non phonati figli orfani di Silvio , non sceriffi pronti a bissare discutibili gestioni urbane, neanche Lady di ferro dagli entourage un po’ troppo gasati (e magari poco concludenti) e men che mai sinistroidi al limite della lussazione con la dialettica inversamente proporzionale alla capacità di dialogo con le istituzioni tradizionali quali famiglia e società etero.
Probabilmente, in questo teatrino, in questa fotografia la cui decadente fattività rinviene da un semplice giro nella zona industriale così come fuori all’ufficio di collocamento (ora ufficio del lavoro, che proprio non c’è…) ovvero, voltando lo sguardo per la città, la provincia, le province e i singoli capoluoghi, la soluzione di questa complessa matrice appare semplice, scontata.
A chi affidarsi, se non ad un candidato culturalmente idoneo, internazionalmente conosciuto, con immagine istituzionale praticamente irreprensibile, addirittura insignito della Sacra Effigie di San Gregorio Magno dall’Indimenticato Beato Papa Giovanni Paolo II?
Insomma, a voler essere anche solo cinici e calcolatori – se non direttamente assennati e dunque estimatori del forse unico carisma con idonea base elettorale effettivamente in giro – la carica di Presidente del Prof. Schittulli appare quella più apprezzabile e non solo per il cosiddetto Centro Destra, ma probabilmente per questa politica pugliese un po’ avvolta di inedia, un po’ malata.
E poi, chissà, la cura forse sarebbe clonabile addirittura fino a Montecitorio.
Comincia a circolare la voce, insomma, fuori dai corridoi di palazzo, Comune o Provincia o Area Metropolitana o dalla stessa Regione, fuori dalla cortina fumogena di un certo modo di fare politica, fuori dal mercato delle vacche di entourage che vanno e vengono, che probabilmente per questa politica malata non ci sia soluzione più idonea che un medico.
Male che vada, se non saprà trovare la cura – sibilano già le malelingue – quanto meno ci fornità di un idoneo analgesico per i soliti sintomi da sindrome posturale post-elettorale.

Roberto Loporcaro

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