Published On: ven, nov 8th, 2019

Presentato “Madre nostra”, il documentario di Lorenzo Scaraggi sull’agricoltura sociale finalista all’IFFC di Cardiff.

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La terra, la “Mdownload (3)adre nostra”, può donare redenzione alle donne e agli
uomini? È partito da questa domanda il viaggio – l’ennesimo – del
giornalista-viaggiatore Lorenzo Scaraggi fra orti sociali, terre confiscate
alla mafia e comunità agricole delle campagne pugliesi. Un reportage on the
road diventato documentario di 52 minuti – prodotto da Fondazione CON IL
SUD e Apulia Film Commission attraverso il Social Film Fund Con il Sud – in
cui il 43enne reporter di Bitonto (Bari), in giro per la Puglia con il suo
camper Vostok100k del 1982, raccoglie storie e testimonianze di riscatto
sociale. Quattro tappe: “Il Trullo sociale” a San Michele Salentino
(Brindisi), “Semi di vita” a Bari, “Pietra di scarto” a Cerignola (Foggia)
e “Spazio Esse” a Loseto (Bari). Tutte con un filo conduttore:
l’agricoltura come via per la redenzione in una terra – quella pugliese –
troppo spesso al centro dell’attenzione per piaghe come la xylella e il
caporalato. Il canovaccio ha convinto la giuria dell’Italian Film Festival
Cardiff (IFFC) che lo ha inserito fra gli otto finalisti della sezione
#CanfodPrize dedicata ai documentari. La quinta edizione dell’IFFC si
svolgerà dal 14 al 17 novembre prossimi nella capitale gallese.

“Madre nostra” è stato condotto, diretto e montato da Lorenzo Scaraggi. Ha
una versione in LIS e una sottotitolata in inglese. L’opera è realizzata
con risorse del “Patto per la Puglia FSC 2014-2020 – Turismo, cultura e
valorizzazione delle risorse naturali” e cofinanziata da Fondazione CON IL
SUD. Il documentario sarà proiettato martedì 19 novembre alle 17 in
anteprima pubblica (ingresso gratuito) nel Cineporto di Bari.

“Madre nostra  – spiega Lorenzo Scaraggi – è stato un viaggio in una realtà
apparentemente lontana eppure fortemente tangente alla vita di tutti i
giorni. Scoprire quanto l’agricoltura possa redimere persone e luoghi, come
le terre confiscate alla mafia, è stata una continua scoperta nascosta
dietro l’angolo eppure una ricerca dell’essenza ancestrale della terra
dello scorrere delle stagioni”.

“Con il film di Scaraggi selezionato al festival di Cardiff – commenta
Simonetta
Dellomonaco, presidente di Apulia Film Commission – viene messo un altro
importante tassello per questo bellissimo progetto. Insieme a Regione
Puglia e in partnership con la fondazione Con il Sud stiamo realizzando un
palinsesto di nuove attività dedicate al sociale che, allo stesso tempo,
diventano opportunità per la produzione di ottimi film e la vittoria di
Santa Subito di Alessandro Piva al festival di Roma ne è la dimostrazione”.

“L’obiettivo del Social Film Fund Con il Sud – aggiunge Fabrizio Minnella,
responsabile Comunicazione e Relazioni esterne di Fondazione CON IL SUD – è
creare delle sinergie tra cinema e terzo settore per raccontare il nostro
Sud attraverso il sociale, superando anche molti stereotipi. Una bella
sperimentazione avviata con l’Apulia Film Commission e una scommessa vinta,
considerata la numerosa partecipazione alla call e soprattutto vista la
qualità dei 10 progetti filmici selezionati. Madre Nostra non rappresenta
solo una grande storia di Sud, è un appello sul senso di comunità, un
messaggio di amore rivolto alla terra e agli uomini. E in questa fase
storica risulta, nella sua normalità, provocatoria e necessaria”.

IL DOCUMENTARIO. “Madre nostra” è un viaggio di ritorno alle nostre radici.
Dalla riscoperta di un’arte antica, quella di lavorare la terra, può
nascere anche quella di se stessi. Così Scaraggi non si limita a puntare
l’obiettivo sulle realtà che visita, ma le vive per settimane arrivando
all’essenza del lavoro di redenzione sociale.

A San Michele Salentino (Brindisi), prima tappa del viaggio on the road sul
Vostok100k, Scaraggi scopre come la coltivazione di zafferano in un uliveto
sia funzionale non solo alla biodiversità, ma soprattutto ad attività
sociali con bambini, adulti e disabili, quella che il proprietario de “Il
Trullo sociale” Fabrizio Guglielmi chiama “tribù agricola”, in cui ognuno
si aiuta e tutti godono dei frutti della terra.

Nelle campagne di Valenzano (Bari), invece, l’agricoltura ha una doppia
valenza: la liberazione dalla mafia e la riscoperta di una vita meno
frenetica e più dedita al prossimo. Angelo Santoro della cooperativa
agricola “Semi di vita”, protagonista nel documentario di Scaraggi, è un ex
venditore di mobili passato da fare 400 chilometri al giorno “per portare
il pane a casa” a gestire 26 ettari di terreno confiscati a un prestanome
del clan Parisi-Stramaglia in seguito all’inchiesta Domino. Una grande
sfida per una cooperativa che già gestisce a Japigia, quartiere periferico
a Sud di Bari, un orto sociale bio, e per una persona, Santoro, che fra
mille difficoltà sente il peso della responsabilità verso la comunità per
cui si è messo al servizio. Ma anche una grande soddisfazione nel vedere
come pian piano la gente del posto stia aderendo a questa comunità.

Per la terza tappa il Vostok100k arriva nelle campagne di Cerignola. Qui il
lavoro nei campi del “Laboratorio di legalità Francesco Marcone” libera
l’uomo dalle sbarre di una prigione e dagli errori del passato. In questo
terreno confiscato alla mafia, la cooperativa “Pietra di scarto”
guidata da Pietro
Fragasso affida a Giuseppe Mennuni – un passato ai margini della società,
oggi vicepresidente della cooperativa e “direttore” in pectore delle
attività – l’accoglienza e la formazione dei nuovi ospiti. Qui si fa
promozione della giustizia sociale ed economica attraverso il commercio
equo e solidale, l’antimafia sociale, l’agricoltura sostenibile,
l’educazione alla legalità e al consumo critico. E dal lavoro delle “pietre
di scarto”, le persone ai margini della società che nessuno vuole, nasce la
commercializzazione equa e solidale di olive e pomodori.

Ultima tappa del viaggio di Scaraggi è la cooperativa sociale “Spazio Esse”
di Loseto, una comunità terapeutica alle porte di Bari. Qui l’agricoltura
serve soprattutto a liberarsi dalla tossicodipendenza. E proprio qui
lavora Alfonso,
di Scampia (Napoli), che grazie alla terra ha ritrovato redenzione da un
passato di droga e rapine. Con lui altre trenta persone, accompagnate “come
figli” dal direttore della comunità Mario Consales. “Mio nonno  mi diceva
sempre che come semini così raccogli – spiega Alfonso nel documentario,
cogliendo appieno il parallelismo fra agricoltura e vita -. Per me questa è
la vera libertà, svegliarmi con le mani sporche e la coscienza pulita”.

Il potere della terra, qui in Puglia, è anche quello di dare una seconda
possibilità. Una possibilità molto terrena, che al termine del viaggio fa
capire a Scaraggi, in una sorta di “preghiera anarchica”, che “se Padre
nostro è nei cieli, qui in terra c’è Madre nostra”.

L’AUTORE. Lorenzo Scaraggi, 43 anni di Bitonto (Bari), è un giornalista,
fotografo e videomaker, ma prima ancora un viaggiatore alla ricerca di
storie da raccontare. Laureato in Lettere a Bari, ha affrontato poco più
che ventenne i primi viaggi da fotoreporter free lance in Medio Oriente,
documentando le guerre in Iraq e nella Striscia di Gaza. Autore di
reportage nella Ex Jugoslavia e in Cina, ha collaborato con “La Repubblica”
raccontando storie di provincia in mini documentari e insegnato
Digitalizzazione dei beni culturali immateriali in un corso di alta
formazione presso l’Università di Bari. Nel 2016, alle soglie dei 40 anni,
ha raccolto 7.500 euro di donazioni dai 5mila follower della pagina
Facebook (di allora, oggi sono oltre 20mila) per realizzare il suo
progetto: acquistare un camper del 1982 e girare l’Europa per raccontare
storie; lo ha ribattezzato Vostok100k, ispirandosi alla navicella di Yuri
Gagarin, il primo uomo nello spazio. In quattro mesi a bordo della sua
redazione mobile, Scaraggi ha visitato 23 Stati percorrendo oltre 20mila
chilometri: ne sono nati 20 documentari pubblicati su Repubblica.it.

Fra i vari viaggi degli ultimi anni, 5mila chilometri in camper per
scoprire gli itinerari culturali del Sud Italia, 10mila chilometri per
arrivare da Bari a Capo Nord, altrettanti per arrivare in Cappadocia, 2.500
per il periplo della Sicilia, oltre a itinerari a piedi, in auto e in
autostop fra Malta, Marocco e Grecia. Nel 2018 ha percorso 7mila chilometri
di coste italiane in 70 giorni, sulle orme de “La lunga strada di sabbia”
di Pier Paolo Pasolini, realizzando 200 video e raccontando i suoi incontri
a Radio2 Summer Club, programma condotto da Mauro Casciari sulle Frequenze
di Radio Rai 2. L’ultimo viaggio realizzato con il suo Vostok100k è quello
nelle campagne pugliesi da cui è nato “Madre nostra”. I lavori di Scaraggi
sono documentati sui portali www.vostok100k.comwww.lorenzoscaraggi.it e
sui social network Facebook (@vostok100k
<https://www.facebook.com/vostok100k/> 20mila follower), Instagram (
@vostok100k <https://www.instagram.com/vostok100k/?hl=it> 23mila follower)
e YouTube (https://www.youtube.com/user/Vostok100k).

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