Published On: ven, dic 13th, 2013

XXII° Congresso della Democrazia Cristiana: l’Italia dei moderati può sognare ancora.

Si terrà a Perugia Sabato 14 e Domenica 15 Dicembre 2013 il XXII° Congresso Nazionale della Democrazia Cristiana. Il Congresso, fortemente voluto dal Segretario Politico uscente Angelo Sandri, segna una timeline di notevole spessore dopo circa un ventennio di diatriba politica susseguitasi al Consiglio Nazionale datato 1994 – recentemente dichiarato implicitamente nullo da una sentenza di Cassazione – il quale avrebbe voluto, pare in palese difetto allo Statuto illo tempore e tutt’ora vigente, lo scioglimento del Partito Scudocrociato.

Il prossimo Congresso dunque – come dichiarato alla stampa dallo stesso Sandri – segna dunque una nuova data zero per il partito che fu di Sturzo e De Gasperi, richiamato da una forse fortuita coincidenza a riprendere posizione – mediante il richiamo alla unificazione di tutte le correnti nel tempo createsi – in un momento di disaffezione pura alla attuale classe dirigente e, al contempo, con una forte percentuale di astenuti o indecisi tra i quali evidentemente si celano anche i moderati, la cui preferenza in questo lungo ventennio è stata abiurata evidentemente dalla assenza in lista del Partito.

Ascoltando i Segretario uscente spuntano vecchi nomi che dunque lasciano il passo – in un passaggio di testimone per certi versi unico nell’attuale panorama politico – a nuovi tesserati e dirigenti; al contempo, si fa largo senza troppo sensazionalismo uno dei più collaudati “motori ideologici” che già in passato, più col vigore del Credo che con la rapidità spesso fugace del mero e scontato campanilismo, ha contribuito fortemente alla ripresa del sistema Italia in contesti post-bellici (ironia della sorte) sempre più affini ai tempi che corrono.

Un Partito senza troppi proclami e giri di parole, che pone le sue fondamenta in ideologie ben note (famiglia, perequazione sociale, lavoro come strumento di sussistenza e priorità dell’obiettivo statale, collaborazionismo Stato-Chiesa) senza trascendere – almeno populisticamente come altri martellanti neonati movimenti pseudo-rivoluzionari – nell’attacco tanto graffiante quanto inconcludente, tanto populistico quanto privo di feedback operativi.

Poche cose, insomma, ma portate a termine e ben note ai più sin dall’inizio.

Con una opportunità in più, magari per disoccupati in cerca di un percorso di crescita nel quinto settore (la politica,inutile negarlo) , con proposte concrete mediante la libera adesione sin dalle sedi periferiche: l’attivismo sociale, chiaramente pro clericale e nel rispetto di principi Cristiani , come primo gradino di ingresso ad una opportunità  in un mondo politico oggi troppo spesso finalizzato all’interesse personale più che al benessere collettivo, prerogativa invece ineludibile da sempre della Democrazia Cristiana.

Per chi invece un lavoro ce l’ha già – come ad esempio molti degli attivisti già da tempo presenti su Bari – una opportunità  per alimentare una cellula di fattiva programmazione del futuro, ciascuno con le proprie competenze, ciascuno con le proprie – mai come in questo caso sacrosante – aspirazioni troppo spesso tradite in questo disordinato ventennio boccaccesco.

Tralasciamo dunque l’in bocca al lupo a questi agnelli, sperando in una rapida trasformazione in nerboruti montoni al fine di tener testa alle varie volpi, furetti e ogni sorta di figura retorica a tutti tristemente nota nell’attuale panorama politico Italiano.

Auguri Democrazia Cristiana, nella speranza che la vostra ideologia sia valore aggiunto alle già presenti fazioni e che sia per esse  spunto ulteriore per il riavvicinare la politica, la corretta gestione della cosa comune, alle aspettative del popolo, ora come mai bisognoso di una luce attiva – ancorchè tenue ed agli albori – in fondo a questo smisurato tunnel.

R. L.

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