Dalla pagina Facebook del Sindaco Emiliano
“Bari è tra le città con meno inquinamento atmosferico d’Italia. Questo è quello che si legge nel rapporto “Mal’aria 2013” di Legambiente che conferma il trend positivo degli ultimi anni: i dati sull’inquinamento dell’aria a Bari sono ottimi rispetto agli altri sistemi urbani grazie agli interventi effettuati da questa amministrazione.
La città di Bari non è presente nella classifica dei capoluoghi di provincia (43) che hanno superato la soglia limite di polveri sottili PM10 e in nessun’altra classifica citata nel rapporto di Legambiente supera i giorni limite imposti per legge attestandosi al di sotto della normativa, della media nazionale e dei valori di città anche molto più piccole.
Fino a qualche anno fa Bari svettava in negativo in tutte le classifiche che riguardavano l’ambiente e l’inquinamento. Quei giorni sono finalmente passati. Abbiamo fatto enormi passi in avanti e la nostra aria è tra le più pulite di tutti gli agglomerati cittadini.
Questa era la vera “notizia”.
Per quanto riguarda l’inquinamento acustico, ciò che rileva Legambiente e alcune testate riportano è assolutamente infondato, nel senso che non vi è alcun dato né numero a supportare la tesi secondo cui Bari sarebbe inquinata da un punto di vista sonoro. Non c’è stato alcun monitoraggio costante né strutturato dei rumori urbani. La notizia deriverebbe solo da una sperimentazione di una app per smartphone con la quale i cittadini si sono potuti improvvisare “rilevatori”.
Su Bari, una ventina sono le segnalazioni complessive, dieci delle quali provenienti da uno stesso identico luogo (circostanza curiosa e inadatta a fornire valutazioni su un’intera città). Peraltro, nel rapporto non è riportata alcuna classifica ma solo un elenco di città più inquinate da un punto di vista sonoro e nessun dato che possa essere analizzato. Tanto che abbiamo dovuto cercare la fonte originaria dei dati e analizzarla nel dettaglio per scoprire da dove provenisse questa considerazione.
Quindi mentre per le rilevazioni sull’inquinamento atmosferico vi è stato un monitoraggio affidato a un sistema di centraline fisse dislocate sul territorio cittadino che riportano dei dati oggettivi da un punto di vista scientifico, per quanto riguarda l’inquinamento acustico il rapporto si basa su quanto pubblicato da un sito dell’Agenzia europea per l’ambiente che mappa l’intero territorio europeo esclusivamente attraverso le segnalazioni di cittadini.
Ciò significa che non c’è stato alcun monitoraggio costante né strutturato dei rumori urbani, ma solamente che gli utenti interessati a partecipare alla sperimentazione hanno deciso di inviare sporadiche segnalazioni al sistema.
Il sito in questione (eyeonearth.org) riporta per la città di Bari una valutazione (sempre proveniente dai dati degli utenti) pari a 2 su una scala che va da 1 a 4. In sostanza il secondo miglior risultato possibile, in linea tra l’altro con tutte le altre città che hanno ricevuto segnalazioni.
Posto che non mi interessa polemizzare con nessuno, ritengo che fornire informazioni corrette, soprattutto in casi come questi, sia in primo luogo doveroso nei confronti dei cittadini stessi. I dati non sono scientifici e non dovrebbero essere utilizzati in alcun modo, soprattutto perché conseguono il solo risultato di allarmare i cittadini.
Di tutto quel rapporto che vede Bari e le sue politiche per la mobilità sostenibile e contro l’inquinamento atmosferico tra le città che hanno fatto di più negli ultimi anni, si è scelto di mettere in risalto una non-notizia sull’inquinamento acustico che, sono sicuro, grazie alle stesse politiche attuate è diminuito durante questi ultimi 8 anni.”


