Quello che sta succedendo oggi nel PD nella prospettiva del congresso nazionale dell’8 dicembre prossimo, è degno della migliore tradizione della peggiore democrazia degli anni passati. Anche allora, nei congressi sezionali aumentavano le tessere degli iscritti fantasma, ogni notabile del partito spendeva denaro per assicurarsi il maggior numero di tesserati, tali da rendergli un margine di sicurezza nella elezione dei delegati ai successivi livelli congressuali. In questi anni il partito comunista ha subìto profonde trasformazioni e da movimento politico anticapitalista è diventato, il simbolo del nuovo capitalismo antiproletario, collegato con una serie di attività imprenditoriali tra cui le coop, Legambiente,le banche e tante altre attività produttive. Avreste mai ipotizzato sia pure lontanamente che i maggiori rappresentanti di vertice della sinistra sarebbero stati tutti ricchi, molti dei quali con la faccia tosta di chi afferma di comprendere le tragedie di milioni di famiglie che vivono la drammatica quotidianità di tentare di difendersi da una povertà galoppante. Che ne sanno della miseria i vertici del PD? E gli ultimi sviluppi dello scandalo alla regione Emilia non dimostrano a chiare lettere e che al denaro ci hanno preso gusto tutti, da sinistra a destra, e che tutti rubano tranquillamente scaricando persin0 il costo della carta igienica a carico della povera gente? Ecco la ragione della corsa a nuovi tesserati fasulli sotto l’aspetto politico ma necessari per il raggiungimento di scopi che non sono sicuramente ideologici ed umanitari. Questa è diventata la politica; chi ha più soldi spara, tutto il resto è finzione perchè nessuno mai difenderà gli interessi della povera gente. Similis cum similibus ossia questo è quello che abbiamo meritato visto che gli uni sono uguali agli altri.
Lucio Marengo


