Dopo sei mesi dall’arresto riprende in India la farsa di un processo a carico dei nostri due marò tenuti prigionieri in quella terra perché ambiguamente arrestati per aver difeso la sovranità del loro paese a bordo della petroliera italiana Enrica Lexie, in acque contigue e internazionali.
Ricordiamo che i due prigionieri sono due militari italiani che hanno adempiuto il loro preciso dovere di difendere la loro bandiera prima di ogni cosa.
Sono trascorsi sei mesi, ed ora fingono di riprendere il processo ma continuano a giocare con i rinvii senza tenere conto neppure dei rapporti politici con il nostro Paese che probabilmente non conta quanto dovrebbe agli occhi delle autorità indiane.
Se si fosse trattato di soldati di altra nazione, americani,tedeschi,francesi, le cose sarebbero andate certamente diversamente e sarebbero stati adottati anche strategie serie per far ritornare a casa i nostri due marò rei di aver compiuto il loro dovere.
Così l’Italia difende i suoi soldati? Questa sarebbe la tattica dei “tecnici” italiani? Ci dobbiamo forse vergognare?
Lucio Marengo


