In Italia a diciotto anni si diventa maggiorenni, ebbene i cassintegrati delle ex CCR sono appunto da diciotto anni in cassa integrazione e in questi giorni sono attendati sotto il porticato della Regione Puglia perchè c’è il rischio serio che non ci siano più soldi per fare fronte ad una vergogna che dura da troppi anni con uno spreco ingente del pubblico denaro senza che si sia stati mai capaci di una soluzione equa anche scadenzata nel tempo. E’ inutile porsi il problema di chi siano le responsabilità, perchè sono di tutti, destra,sinistra,centro, pur tenendo presente le carenze organiche del personale della sanità e delle condizioni di assistenza carente per i pazienti. Diciotto anni sono tanti e la incapacità politica ha fatto il resto sottovalutando la possibilità, come si fa ed abbiamo fatto in passato, di mettere in atto un’azione corale di tutte le forze politiche, così come fanno al nord, dove specie i parlamentari che non sono latitanti come i nostri, sono capaci di aggregarsi in azioni comuni. E poi in tutti questi anni, anzichè regalare parte di quello che era uno stipendio, non sarebbe stato meglio farli lavorare tutti gli ex dipendenti con un orario di lavoro corrispondente al denaro erogato a titolo di cassa integrazione? Sarà una ipotesi utopistica ma, mi chiedo a quale titolo si regala denaro senza averne in cambio una prestazione di lavoro? Con questo sistema forse, a piccoli gruppi visto che lavoravano già presso le strutture sanitarie, avrebbero potuto essere assunti in via definitiva. Sono ovviamente ipotesi su cui ragionare anche per il futuro, ed anche perchè in questa maniera il danno sarebbe più lieve e le possibilità di rientro potrebbero essere maggiori.
Lucio Marengo


