Venerdì 14 settembre alle ore 18 presso l’Hotel Boscolo a Bari si terrà un’incontro tenuto dal movimento di liberi cittadini “Fermare il declino”.
Tra i promotori dello stesso il noto economista Oscar Giannino.
L’occasione sarà utile per dibattere delle idee e valori che il movimento si è posto, tra cui la necessità di compiere un percorso di formazione delle coscienze teso alla “sostituzione dell’attuale classe politica e alla radicale riforma dei meccanismi e la struttura dello stato e della pubblica amministrazione, riducendo drasticamente il potere della politica e dello stato sull’economia e sulle nostre vite”.
Il Movimento fa sapere che “il Forum economico di Davos, la più importante entità non governativa mondiale di riflessione sui temi globali, ha da poco pubblicato il suo Global Competitiveness Report, il Rapporto annuale sulla competitività economica nel mondo.
L’Italia si posiziona ad una non invidiabile 42^ posizione. Tuttavia, andando a vedere il dettaglio degli elementi che hanno portato a quel risultato, si scopre che «il paese continua a fare bene in alcune delle aree più complesse misurate dall’Indice di competitività globale, particolarmente per quanto riguarda l’alto livello delle sue attività imprenditoriali, per il quale si trova al 28° posto e grazie a cui produce beni che si collocano nella parte alta della catena di produzione di valore, con uno dei migliori sistemi di distretti industriali del mondo (2° posto)».
A fronte di ciò, però, la competitività in Italia crolla perché «la performance generale della competitività italiana continua ad essere mortificata da alcune debolezze strutturali della sua economia. Il suo mercato del lavoro resta estremamente rigido – è classificata al 127° posto per efficienza del mercato del lavoro, cosa che ostacola la creazione di posti di lavoro. I mercati finanziari italiani non sono sufficientemente sviluppati per fornire l’assistenza finanziaria necessaria allo sviluppo delle imprese (111° posto). Altre debolezze istituzionali includono alti livelli di corruzione e di criminalità organizzata e una percepita mancanza di indipendenza nel sistema giudiziario, che determina un aumento dei costi d’impresa e mina la fiducia degli investitori: l’Italia è classificata al 97° posto per il suo ambiente istituzionale».
L’osservazione che il Movimento Fermareildeclino, ma anche noi, comprendiamo dal rapporto è : “la qualificazione dell’ottimo livello imprenditoriale” che però rimane “mortificato dalla rigidità del mercato del lavoro e da inefficienze finanziarie (legate prevalentemente alla natura pubblica di gran parte del sistema bancario) e della pubblica amministrazione”
Quanto al Sud, il Movimento ritiene che dopo “anni di sconsiderata politica assistenziale si è impoverito il tessuto imprenditoriale meridionale, abituato a far conto più su contributi pubblici e credito agevolato che sulla solidità di progetti e aziende in grado di competere sui mercati ormai globalizzati”.
E’ notizia di qualche giorno che una società di Monopoli si è aggiudicata l’appalto per la diagnostica delle rotaie della metropolitana di Londra, la seconda più grande al mondo, battendo la concorrenza di noti concorrenti.
Il Movimento ritiene, inoltre, sia necessario che “molti imprenditori meridionali facciano un salto culturale molto impegnativo, abbandonando la cultura dell’assistenzialismo e immergendosi sempre più profondamente nella cultura del mercato, della concorrenza e del merito”.
(fonte fermareildeclino.it)
Ritengo che valga la pena partecipare sempre ad una libera iniziativa di cittadini, che nulla hanno a che fare con la politica di oggi e che giudicano i fatti che ci coinvolgono con libertà di pensiero.
Edgardo Gallo – avvocato


