Il medico studia, l’ammalato muore, questo accade nella nostra sanità ed in particolar modo nel più grande ospedale pugliese qual è il Policlinico di Bari.
Nel viale del nosocomio, staziona da anni un tir che funge da reparto radiologico con a bordo una PET che per il suo funzionamento si spendono circa diecimila euro al giorno, mentre a poca distanza dal tir si tenta di realizzare una nuova struttura che alla fine sarà costata come al solito molto più del previsto.
Troneggia davanti a questa nuova realizzazione un grande cartello con gli autori del progetto, quasi tutti professori universitari parte ancora in servizio, ben pagati perché così funzionano le cose.
Adiacente al Policlinico c’è il rinato Istituto di Ricerca e Cure oncologiche che già funziona egregiamente ma che non ha quella importante apparecchiatura per la diagnosi e cura del cancro, e non crediamo che la potrà mai avere vista la vicinanza dallo stesso Policlinico.
Ci sorge il dubbio di una diatriba in atto tra Università e Oncologico, ma questo dovrebbero accertarlo gli ispettori ministeriali, perché le guerre tribali a danno degli ammalati non possono essere consentite.
10 mila euro al giorno per trenta giorni,per dodici mesi, per sei anni, fa un totale che avrebbe consentito l’acquisto di almeno quattro modernissime PET, ed avremmo risolto tanti problemi, tra cui le famose bibliche liste di attesa.
Lucio Marengo


