La terza Commissione Sanità della Regione Puglia ha votato contro il trasferimento del reparto di Pneumologia al Di Venere. La scusa è che bisogna aspettare l’esecuzione dei lavori dell’ex reparto di Dermatologia chiuso da oltre un anno per ospitare i quindici pazienti previsti. Ricordo a tal proposito una trasmissione del direttore del nostro giornale Lucio Marengo risalente a due anni fa, circa la chiusura del reparto su citato, nella quale l’allora direttore sanitario del Di Venere smentiva solennemente l’intenzione di chiudere l’unico reparto dell’ASL di Bari che curava le malattie della pelle. Chiusa Dermatologia altro impegno, scritto nel Regolamento voluto dalla Regione di Vendola, dove si notifica l’immediato trasferimento della Pneumologia da Triggiano al Di Venere. L’emendamento, come mostrato in servizi televisivi, di bloccare codesto trasferimento porta la firma tra gli altri del Consigliere De Caro, noto ingegnere, ma per sua stessa ammissione incompetente in materia di sanità. Il Perchè? Qualcuno dall’opposizione, altre malelingue sostengono che egli ha ringraziato in tal modo l’elettorato di Triggiano con lui generoso nelle primarie del Pd.
In sede di Commissione sono stati convocati in audizione il Portavoce del Comitato per la tutela e salvaguardia del Di Venere dottor Geremia Balice ed il Presidente Regionale della Società di Pneumologia. Il primo ricordava alla Commissione come l’impegno era di garantire 266 posti letto per il Di Venere e l’esperto di una società scientifica sosteneva come la Pneumologia deve essere inserita in un grande ospedale per la presenza di altre discipline come Cardiologia, Chirurgia ecc. per garantire il massimo delle competenze a malati complessi. Triggiano come tale non può attualmente offrire tali garanzie a discapito dei pazienti. Ma nonostante illustri pareri per sette voti contro sei la Pneumologia rimarrà a Triggiano. Il numero di posti letto al Di Venere oggi da 266 posti è sceso a 251.
Il 9 gennaio il Consigliere De Caro era presente in prima fila all’assemblea cittadina tenutasi a Carbonara in difesa del Di Venere. In quel contesto disse che era meglio essere feriti che morti, affermando che Pneumologia si trasferiva al Di Venere, dimenticando, lo spero, che il 27 dicembre aveva, con la sua firma, bloccato questa azione benefica per pazienti difficili.
La mitologia greca racconta del Dio Giano, denominato Bifronte, perchè a seconda delle occasioni esponeva un volto che appunto era duplice ed è questo il caso di De Caro. E dire che sia il Comitato fatto da esperti ed altri in sede di riunione col Sindaco Emiliano e con l’Assessore alla Salute Attolini alla presenza del Capogruppo Pd alla Regione Puglia De Caro avevano anche spiegato la questione dell’assurdo trasferimento di Anatomia Patologica dal Di Venere al S.Paolo. Tale atto, nonostante che il Di Venere fosse stato individuato dalla Regione come Hub-ospedale di riferimento del Sud barese, era stato adottato d’imperio e con immediata esecutività dal direttore generale della ASL Colasanto. La ragione? Il parere della società scientifica degli Anatomo-patologi che prescriveva la centralizzazione del servizio . Il comitato chiese in quelle sedi il perchè allora il trasferimento dal Di Venere al S.Paolo dove non c’era nessuna struttura pronta ad accogliere personale e macchinari. In questo caso si è dato ascolto, a modo loro, agli esperti di una società scientifica , nel caso di Pneumologia il parere di un esperto di altra società scientifica non è servito. Nel primo caso si parla di un blocco temporaneo per mancanza di un reparto che deve essere fatto ad hoc, nel caso di Anatomia Patologica, abbiamo macchinari traslocati e lasciati in stanze vuote e sguarnite, che funzionano a ritmo ridotto. Intanto solo ieri ho appreso di un caso di una donna del 63 affetta da probabile cancro dell’ovaio, operata oltre un mese fa, in attesa di diagnosi definitiva per subire opportune terapie. E i ritardi? La magistratura ha già mostrato un volto discutibile del TAR che ha respinto la sospensiva contro il trasferimento di Anatomia Patologica al S.Paolo, sostenendo che non ci sono ritardi nelle diagnosi contro ogni evidenza. La signora di cinquant’anni si rivolgerà al giudice per far valere i suoi diritti alla sopravvivenza? Sino ad ora non è successo visto la lentezza dei giudizi e magistrati sensibili alle sirene di una certa politica.Ed al Consigliere De Caro, umanamente, può interessare i casi tipo questo che giornalmente si moltiplicano? Ma per lui c’è Roma che lo aspetta e bisogna essere realisti: i casi singoli sono messi nel conto e non possono cambiare l’esito di una elezione già vinta e nessuno, sia chiaro, vuole fare un processo alla sua coscienza a cui facciamo appello per evitare scelte di stretto stampo politico. Il Di Venere considerato di destra perchè difeso dall’opposizione, come nel caso di una recente conferenza stampa, deve essere smantellato e potrà toccare a breve anche per Chirurgia vascolare al centro della cronaca per un caso di buona sanità. Il S.Paolo invece è di sinistra e quindi tutto l’attenzione per esso. Nel frattempo i tre primari promessi per il Di Venere entro il 21 gennaio non si sono visti.
La canzone di Giorgio Gaber ” destra e sinistra” è, come si vede, di stretta attualità. E se si ammala Vendola dove si recherà? Niente paura. Per lui c’è l’ASL del Parlamento o gli ospedali di lusso per i parlamentari europei.
Leonardo Damiani


