Pari con la Lazio, giallorossi a -6. Grinta Milan, Napoli e Inter fischiate
La Roma prova a riaprire il campionato e lo fa con una vittoria di carattere sul campo della Verona, che giunge alla terza sconfitta consecutiva.
Ljajic apre le danze a fine primo tempo, Hallfredsson ristabilisce la parità a inizio ripresa ma Gervinho – migliore in campo, prestazione maiuscola la sua – riporta in vantaggio gli ospiti. Un discusso rigore battuto e segnato da Totti per l’1-3 finale.
I capitolini salgono a -6 in classifica in virtù del pareggio della Juventus in casa della Lazio; si ferma a 12 quindi la striscia di vittorie consecutive dei bianconeri. All’Olimpico Buffon mette giù in area Klose: rigore più espulsione. Candreva non sbaglia, minuto 26. La Vecchia Signora però dimostra tutta la sua forza e agguanta il pareggio con la testata vincente del solito Llorente e alla fine, malgrado i legni di Klose e Keità, il punto è più che meritato.
Roma più vicina al primo posto, Roma più lontana dal terzo: demerito del Napoli o merito del Chievo, fatto sta che al San Paolo la squadra di Corini resiste in vantaggio fino all’86’ (rete di Sardo), salvo capitolare sul tiro ravvicinato di Albiol, primo gol in Italia. Il pubblico partenopeo rumoreggia sugli spalti.
Rallenta anche la Fiorentina in un pazzo 3-3 in casa col Genoa. Sugli scudi Aquilani autore di tutti e tre i gol gigliati, il primo su rigore. Per il Grifone segnano invece l’ex Gilardino dal dischetto (il fallo su Antonelli non c’è), Antonini ed il francese De Maio.
Con una prova più di orgoglio che di ordine e tattica il Milan di Seedorf torna dalla Sardegna con tre punti fondamentali. Eppure una leggerezza di Amelia consente a Sau di siglare il vantaggio per il Cagliari; gli ultimi minuti però diventano appannaggio dei rossoneri che trovano dapprima il pari di Balotelli – su punizione – e a inizio recupero il colpo vincente del neoentrato Pazzini.
Fischi e contestazione accolgono l’altra squadra di Milano nella partita interna col Catania; l’Inter di Mazzarri è opaca e consente agli etnei di fare la loro partita di contenimento e ripartenze. Ne esce un opaco 0-0, i nerazzurri palesano un’involuzione sotto tutti i profili ed il punto consente sì di mantenere il quinto posto staccando il Verona, ma allo stesso tempo viene quasi raggiunta dal Parma e dal Torino, stessi punti degli scaligeri.
I ducali sono in uno stato di grazia e approfittano del contemporaneo momentaccio dell’Udinese per avere la meglio dei friulani. Di Natale in panchina, Muriel non incide; meglio la coppia emiliana Cassano-Amauri e dal cross del primo arriva la testa del secondo che batte Brkic.
Tre punti anche per il Toro nella sfida interna con l’Atalanta, per l’ennesima volta a bocca asciutta lontano da Bergamo. Il gol vittoria è di Cerci che si procura il rigore decisivo (anche qui inesistente) e lo realizza. I padroni di casa avrebbero anche la possibilità di raddoppiare, ancora su rigore, ma Consigli respinge il penalty di Immobile.
Pari tra Sampdoria e Bologna, ma è la squadra di Genova a masticare amaro per aver comandato la partita – in rete l’ex Gabbiadini – ma ha il demerito di non chiuderla, e al 91′ i felsinei ottengono un calcio di rigore che capitan Diamanti non sbaglia.
Scontro salvezza anche a Livorno con l’esordio in panchina di Mimmo di Carlo: in Toscana arriva il Sassuolo di Berardi. Dopo 26 minuti i labronici sono addirittura 3-0 per effetto delle marcature di Greco, Paulinho e Benassi. Proprio Berardi prova a riaccendere la contesa due minuti dopo dal dischetto ma non serve a riacciuffare il match ed ora il Sassuolo e di nuovo in zona retrocessione.
Claudio Mastrodonato


