Italiani tartassati e usurati

Lettera aperta al Sig. Presidente della Repubblica

Ho ricevuto una lettera di un amico carissimo, ridotto in cattive condizioni economiche da un’attività commerciale che non è andata affatto bene negli ultimi anni a causa dei grandi centri commerciali e di un Fisco che non consente tregue e che ti spinge nelle mani degli usurai, banche o strozzini che siano.

Le tasse che paghiamo in Italia sono eccessive rispetto a tutti i Paesi dell’Europa e del mondo,e non consentono tregua, basti pensare che in caso di omesso,insufficiente,o tardivo versamento di acconto del 30 novembre (59,4%) viene applicata la sanzione amministrativa usuraia del 30% più gli interessi di mora; vale a dire se un contribuente deve ancora versare al Fisco 4 mila euro che è la differenza in più di quello che ha già pagato entro il 16 giugno dello stesso anno ( 39,6 del totale), non può chiedere la rateizzazione e deve ricorrere magari allo strozzino o alla banca se riesce ad ottenerli.

Uno Stato senza sentimenti, senza comprensione,senza tolleranza anche nei confronti di chi le tasse le vuole pagare ma senza fucile alla schiena.

Se non si paga all’Agenzia delle Entrate arriva a battere cassa con tutti i mezzi speciali ed intimidatori Equitalia,che non da pace.

Irap,Tarsu,Imu,Accise,addizionali,Irpef,Ticket,sono solo alcune voci del tartassamento continuo che non ti fa dormire, ed in cambio abbiamo: alta disoccupazione e quindi i figli che restano in casa e sono da mantenere sino a quando non trovano un lavoro,Malasanità tant’è che i viaggi della speranza al nord ed all’estero sono sempre in aumento verticale,Giustizia malata che condanna per il furto di una mela e fa invece prescrivere i grandi processi,Corruzione politica,Criminalità sempre più arrogante,FF.OO. rese impotenti perché ridotte in organico e con mezzi carenti, potere d’acquisto ridotto di almeno il 30%, in controtendenza solo lo spreco continuo e gli sperperi di Stato e delle Istituzioni.

Proviamo con questi presupposti a chiedere agli italiani se gradiscono ancora vivere in un Paese che non offre prospettive di vita migliore nemmeno a lunga scadenza.

Le chiedo scusa sig. Presidente di averla annoiata, ma la invito a immedesimarsi nei sentimenti di chi vorrebbe comportarsi da buon cittadino e pagare sia pure con grandi sacrifici, quello che è giusto pagare, ma lo stesso cittadino ha il diritto di chiedere comprensione?

 

Lucio Marengo