Per l’Europa League è emozionante corsa a 5 per un solo posto.
Tre giornate e un punto solo da fare. Se non è fatta poco ci manca.
Lo sfida incrociata tra salvezza e scudetto, tra Sassuolo e Juventus, vede il pronostico rispettato in pieno. Con qualche brivido. I neroverdi di Di Francesco infatti spaventano Buffon e compagni passando in vantaggio grazie a Zaza. La reazione bianconera è di quelle da grande squadra col solito lampo di Tevez, la precisione di Marchisio e lo straordinario tacco di Llorente.
Onore alla Roma e al suo stupendo campionato. Senza la Juve dei record sarebbe probabilmente stato tricolore per i ragazzi di Garcia. Anche nel big match contro il Milan Totti e soci dettano legge ai ragazzi di Seedorf; all’Olimpico le griffe di Pjanic e Gervinho che affossano il Diavolo e mettono l’allenatore olandese sempre più in bilico.
Senza un vincitore l’altra gara di cartello, di scena al Meazza. Inter-Napoli, ovvero la sfida degli ex Mazzarri e Benitez, non offrono un grandissimo spettacolo e non si fanno male. 0-0 al triplice fischio, va bene così.
E se l’Inter appare ormai certa del quinto posto, lo è soprattutto la Fiorentina del quarto. In attesa della finale di Coppa Italia proprio con il Napoli, i Viola asfaltano il Bologna con un perentorio 3-0 al Dall’Ara. Straordinario Cuadrado: due gol, un assist, 8 in pagella e standing ovation anche degli avversari alla sua uscita. La doppietta del funambolico colombiano è intervallata dal bel sinistro di Ilicic.
È autentica bagarre per il sesto ed ultimo posto utile per l’Europa League.
Detto del Milan che interrompe la sua striscia positiva, anche il Parma resta al palo, battuto dal Cagliari. Non è un gran momento quello dei ducali, e con gli uomini di Pulga arriva la terza sconfitta consecutiva: a decidere la gara il rigore di Pinilla. Isolani aritmeticamente salvi a tre giornate dalla fine, Parma sempre a braccetto col Milan ma superati da un tris di agguerriti avversari.
Innanzitutto l’esperienza di Reja e della sua Lazio, corsari in quel di Livorno. Non serve ai labronici il ritorno in panca per Nicola, la serie B è a un passo e il maggiore tasso tecnico delle Aquile ha la meglio. In rete vanno Mauri e l’ex Candreva dal dischetto.
C’è poi la freschezza del Torino, rappresentata dal suo uomo simbolo, ormai più di Cerci, Ciro Immobile. Il capocannoniere mette la sua firma anche sulla vittoria dei granata con l’Udinese: suo il raddoppio sul finire di gara (21esimo centro) dopo l’iniziale vantaggio siglato da El Kaddouri.
E poi il carattere del Verona e di chi non molla mai, anche a 36 anni, come Luca Toni: l’intramontabile bomber emiliano spariglia subito la gara col Catania, poi è decisivo sull’autogol del portiere Frison. A rendere più rotondo il successo per gli scaligeri anche le marcature di Marquinho, primo centro coi veneti, e Juanito Gomez. Per il Catania solo le briciole e la discesa in serie B che è quasi una certezza.
Perdono tutte le ultime, quindi, e perde anche il Chievo contro la Sampdoria. I doriani, senza stimoli da settimane per la salvezza acquisita, onorano in pieno l’impegno e – seppur ridotti in 10 e sotto di un gol per il rigore di Thereau – nell’ultimo quarto d’ora segnano con Eder prima e Soriano poi. Beffa per Corini, ma se il campionato finisse oggi sarebbe ancora salvezza.
Non aveva molto da dire Genoa-Atalanta, gara di emozioni ed errori arbitrali, ma poco importa: pareggio finale che accontenta tutti e gioie personali per De Ceglie – poi infortunato, ne avrà per tre mesi – e De Luca in acrobazia e offside.
Claudio Mastrodonato


