Il finanziamento di oltre 4 milioni di euro della Regione che in questi anni ha cercato di stimolare la creatività giovanile, incanalato nel progetto conosciuto sotto il nome di “Bollenti spiriti”, ha ancora più senso in questi tempi bui di disoccupazione e stallo economico.
Come dice Nichi Vendola, presidente della regione Puglia, “giovani, innovazione e solidarietà” dovrebbero essere le tre parole appuntate in cima all’agenda di ogni politico per affrontare la crisi che stiamo attraversando. E allora dal 31 maggio al 2 giungo alle Manifatture Knos di Lecce, più di trecento giovani metteranno in mostra le loro idee nel quinto camp dedicato a loro e alla loro creatività. L’apertura è prevista alle ore 9.30 con un discorso dell’assessore regionale alle politiche giovanili Nicola Fratoianni e poi si entra subito nel vivo dell’iniziativa con “storie di ordinaria ispirazione” di “Wow! Camp” che sarebbero rimaste solo dei progetti utopici se non fosse stato per “Bollenti spiriti”. Attraverso il riuso, la ricerca e la cittadinanza attiva i giovani possono creare, inventare, realizzare progetti ed oggetti di design, prodotti di uso quotidiano ed idee innovative. Opuntia, ad esempio crea oggetti di design con scarti di pietre, Travy, invece, è una poltrona realizzata con cartoni a nido d’ape. MammaFlò propone i pannolini lavabili in lavatrice, mentre Ochobags crea le prime borse scomponibili. Sono 227 le associazioni, le cooperative e le imprese iscritte al camp, 176 i progetti pugliesi presentati, 190 gli espositori del mercato delle idee. Le tre giornate di Lecce sono dunque una vetrina e un momento di confronto per le giovani menti pugliesi, desiderose di scoprirsi, inventarsi e mettersi alla prova. In un periodo in cui il futuro è sempre più incerto e un posto di lavoro è più facile inventarselo che trovarlo, “Bollenti Spiriti” è la spinta ideale per ritagliarsi un posto nel mondo del lavoro e dell’indipendenza economica. Iniziativa da 10 e lode, e lo dimostrano l’entusiasmo e la grande affluenza di giovani menti brillanti.
I bamboccioni? Non abitano certamente in Puglia.
Chiara De Gennaro


