La mancata comunicazione, entro il giorno 2 di ogni mese, delle ”modalità di fruizione dei permessi” e soprattutto ”la relativa programmazione” potrebbe determinare la impossibilità da parte delle Direzioni a garantire la autorizzazione al permesso… si sollecitano i dipendenti interessati a produrre nei tempi indicati, entro e non oltre il di ogni mese, i giorni di assenza da fruire per ”permessi a favore di persone con disabilità grave”…
Sono alcuni passi della missiva che ogni dipendente della ASL ha ricevuto con la busta paga a firma del direttore generale Colasanto, della direttore sanitaria Melli e del direttore amministrativo Mancini. Al di là di alcuni orrori grammaticali con il mancato uso dell’apostrofo ”la estrema” o ”la autorizzazione”, si denota ancora una volta l’insensibilità dell’ASL verso i disabili e chi li assiste , l’ignoranza circa le leggi specie la 104 che non prevede alcun limite circa la programmazione di permessi. E la ragione è semplice: un disabile può avere necessità impellenti tipo malattie intercorse non prevedibili, visite mediche che costringe il parente ad accompagnarlo in ospedale o necessità familiari , tipo figli con problemi scolastici.
Nessuno nega di non punire gli abusi, anzi, perchè in tal modo si tutelano i diritti di chi necessita di questi permessi. Ma anche la ASL , con una mentalità di disciplina prussiana, nega arbitrariarmente diritti sanciti dalla legge. Fanno parte di una Repubblica a sè sotto l’egida del Re dei Re della Puglia, Vendola, difensore a parole dei diritti dei lavoratori, che si dirà ignaro del comportamento di persone poste a garantire la salute, anche possibilmente dei disabili.
Il tutto perché una minoranza fa abusi!
Ma la maggioranza dei familiari dei non autosufficienti, insistiamo, non può far sentire la loro voce?
Leonardo Damiani


