Una vittoria quella di Beppe Grillo certamente superiore alle sue stesse aspettative, che denota però il malessere di tantissima gente causati dalla politica che non ha voluto discutere e approvare le riforme sulle quali lo stesso comico ha costruito sapientemente una battaglia politica.
Molti dei meriti sono ascrivibili al Grillo che non parla, cioè al sig. Casaleggio di professione guru ma non troppo. Non sono forti come personaggi ma furbi certamente si, tant’è che moralmente hanno vinto una battaglia ma rischiano di perdere la guerra. Le farneticazioni non portano mai bene, ed auspicando subito nuove elezioni ipotizzando una nuova vittoria senza aver fatto nulla di quello che avevano promesso potrebbe riservare sorprese sicuramente non favorevoli.
La demagogia, il populismo, rendono quando le promesse di certi cambiamenti si realizzano in atti concreti e gli italiani si sono fatti buggerare una volta ma non accadrà più.
L’antipolitica senza risultati è fine a se stessa e non produce nulla, e va combattuta con le stesse armi e con gli stessi mezzi utilizzati da Grillo, padrone del movimento 5 Stelle e dal suo ideologo e guru Casaleggio e cioè il web e le piazze utilizzando magari qualche comico capace di far sorridere la gente e riempire gli spazi.
Mi sembra di rivivere gli anni in cui l’onestissimo Bossi assumeva gli stessi analoghi atteggiamenti ed utilizzava le stesse invettive contro Roma ladrona, salvo poi al saldo finale che dimostrava che i ladri sono ovunque e che non hanno colore. A quei tempi la Lega si avvaleva dell’ideologo Miglio ed ebbe un grande successo localizzato soprattutto l nord, ma recentemente fortemente dimensionato. L’antipolitica serve per risvegliare gli animi ma non dura molto senza i fatti.
Lucio Marengo


