Ieri, all’ interno del Castello Svevo di Trani si è tenuto uno degli incontri più attesi della manifestazione culturale “I dialoghi di Trani”, quello con Marco Travaglio, condirettore de “Il Fatto Quotidiano” ed autore del libro “È Stato la mafia”. Lo scrittore, rispondendo alle domande del giornalista e conduttore radiofonico Giorgio Zanchini, che moderava l’incontro, si è addentrato nella storia italiana più oscura, a partire dal Maxiprocesso di Palermo iniziato nel 1986 e concluso nel 1992, con molte condanne per crimini di mafia.
Marco Travaglio, come un fiume in piena, ha raccontato e ricostruito in maniera dettagliata ed ordinata tutti gli eventi che portarono e che seguirono alla trattativa tra lo Stato e la mafia, trattativa iniziata nel 1992 e che, secondo lo scrittore, è tutt’ora in corso.
Tutti i terribili fatti raccontati a voce sono presenti nel libro e sono anche al centro del recital che Marco Travaglio ha portato in giro nei teatri d’Italia a partire dal febbraio del 2013 per “informare, non per educare i cittadini”.
Travaglio non ha avuto problemi a dire nomi e cognomi di mafiosi e uomini dello Stato coinvolti nei tragici avvenimenti di quegli anni, come le morti dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; quest’ ultimo stava indagando proprio sulla trattativa, era venuto a conoscenza del coinvolgimento di politici, carabinieri e uomini dei servizi segreti ed era pronto a rivelarli.
Secondo il giornalista, la costituzione della seconda Repubblica è rappresentata dal “Papello”, il documento che contiene le dodici richieste dei mafiosi allo Stato tra le quali l’abrogazione del 41-bis (il carcere duro), dei benefici ai pentiti, dell’ergastolo e del sequestro di beni ai mafiosi. Una affermazione che fa senza dubbio rabbrividire.
Dopo il lungo racconto degli eventi che hanno caratterizzato oltre vent’anni di storia politica del nostro Paese, è nato un breve ma vivace scambio di battute tra Travaglio e Zanchini che ha contestato alcune sue affermazioni sul presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (che dovrà deporre al processo sulla trattativa attualmente in corso a Palermo) e sulla sua conoscenza dei fatti e ha avanzato dubbi sulla veridicità delle affermazioni dello stesso Travaglio, che si è detto orgoglioso di essere tra i pochi a raccontare queste scomode verità mentre molta della stampa usa ancora termini come “presunta trattativa”.
Pier Paolo Pasolini diceva “Io so, ma non ho le prove” a proposito della strage di piazza Fontana; secondo Travaglio invece “Noi, a proposito della trattativa Stato-mafia, siamo più fortunati: abbiamo le prove. Ma quasi tutti fanno finta di non sapere”.
Cristina De Ceglie


