Una grossa imprudenza oppure un segno di arroganza quello dell’Amministratore di Trenitalia Moretti, che ha scatenato l’ira repressa di milioni di italiani stritolati dalla morsa insopportabile di questo fisco insaziabile. Ormai le retribuzioni dei manager pubblici sono pubblicate su vari siti internet, alla portata di tutti. Persino il severo ed ineccepibile Attilio Befera direttore generale dell’Agenzia delle Entrate è tra i privilegiati forse di seconda fascia perchè le sue retribuzioni raggiungono quasi 500 mila euro lordi annui ( infatti Befera oltre a detenere il massimo ruolo nelle Entrate, pare che non disdegni un alto incarico all’interno della famigerata Equitalia. Una decurtazione del 20 % dal lordo degli emolumenti, moltiplicato per le centinaia di manager diventati tali chissà in base a quali parametri di valutazione, accantonerebbe una somma ingente da utilizzare in altro settore carente delle attività di Stato. Il fatto curioso è che già sette anni fa, venne presentato un ordine del giorno alla Camera dei Deputati, da parte dell’On. Pedrini che prevedeva una radicale bonifica nella palude impraticabile delle retribuzioni miliardarie a cani e porci ed a raccomandati della politica. Quell’ordine del giorno, come sempre accade in queste circostanze, venne messo nel dimenticatoio, e chi sperava in qualche interventi clamoroso si è sbagliato perchè da che mondo e mondo, il lupo non ha mai mangiato u altro lupo e poi c’è stato un concorso di colpe collettivo, perchè nessuno dei leaders politici poteva non sapere. Lo sapevano quindi tutti tranne che sessanta e passa milioni di italiani, ma nessuno ha mai ritenuto di dire basta allo scempio del pubblico denaro, tanto c’era chi era tenuto a pagare.
Lucio Marengo


