”La parola “poesia” ripugna le persone. Sapete perché? Per ciò che la scuola ha fatto alla poesia. Gli slam restituiscono la poesia alle persone. Abbiamo bisogno di parlarci poeticamente tra noi. È il modo che abbiamo per comunicare i nostri valori, i nostri cuori e tutte le cose che abbiamo imparato e che ci rendono quello che siamo.”
Marc Smith
BARI – E’ bitontino il giovane poeta che ha rappresentato la regione Puglia alla finale nazionale di Slam Poetry tenutasi a Monza lo scorso 8 luglio.
Giovanni De Santis, già conosciuto tra i poeti/performers, ha già vinto Slam Italia nel 2016 e quest’anno ha voluto riprovarci con la poesia ‘Oltre’.
A vincere la competizione è stato però il comasco Simone Savogin, vero fuoriclasse di questa disciplina artistica di stampo americano,
Sì, perché la Slam Poetry è già roba vecchia in America, per la precisione a Chicago nel 1984.
Non è frutto di caffè letterari snob, ma della brillante intuizione di Marc Smith, operaio e assiduo frequentatore del bar Jazz Club Get Me High Lounge , che propose serate di incontri di lettura ad alta voce.
Il fenomeno, virale in tutta America, diventa cosí un nuovo genere artistico a costo zero e aperto a tutti, unico scopo: raccontare(e raccontarsi) in versi.
La poesia riacquista così l’aureola in una società pervasa dall’utile e immediato, senza usare mezze misure; come evidenzia l’etimologia ( il verbo slam tradotto significa “sbattere, criticare, chiudere violentemente”) la Slam Poetry colpisce, meraviglia, scuote.
Le performances sono inserite in un contesto competitivo che prevede un tempo massimo di lettura e una giuria scelta a caso tra le persone del pubblico, una sorta di battle tra rapper senza esclusione di colpi.
Chiunque dotato di dinamicità e proprietà di linguaggio può cimentarsi in quest’arte vecchia e nuova, giunta in Italia nel 2001 grazie al poeta e scrittore Lello Voce, da cui è nata LIPS( Lega Italiana Poetry Slam) che conta già moltissimi giovani e non, in tutta Italia.
Tra i maggiori esponenti troviamo Alessandro Burbank, Guido Catalano e il giovane barese Bartolomeo Intranò.
Benvenuti nel mondo Slam dove la comfort zone sociale è l’ottavo peccato capitale.


