XXI secolo. 2012. Un anno importante, con mille significati reconditi, mille leggende, mille misteri. Anni di cambiamento, anni della modernità e del progresso. Bisogna adattarsi e chi non si adatta resta tagliato fuori. Il futuro è oggi, dunque ed Internet non ha bussato alla nostra porta: l’ha sfondata. Le nostre vite, il nostro modo di pensare, le nostre abitudini sono state stravolte e tutti, chi più chi meno, siamo rimasti impigliati nell’intricata rete virtuale. Ultimi e vincenti nascituri di Internet, i social network: Facebook aveva fatto il boom nel 2004, quando il suo papà Zuckerberg ha deciso di rivoluzionare le vite di miliardi di persone riuscendo a mettere in contatto Ashley dalla California con Tzia Moi Yan, a Shandong. Da qualche anno Facebook è tallonato dal cinguettante Twitter che ha riscosso in breve tempo un successo clamoroso. Migliaia di celebrità twittano da ogni parte del mondo, condividono foto e pensieri in tempo reale, spalancano le porte delle loro misteriose vite a curiosi, tifosi, fan e conoscenti. Ma oggi è accaduta una rivoluzione nella rivoluzione, un evento memorabile che ha sollevato un polverone di critiche ed applausi: papa Benedetto XVI ha deciso di iscriversi a Twitter, mescolando inaspettatamente sacro e profano, fede e scienza, reale e virtuale, tradizione e progresso. La scelta del papa è stata osteggiata da molti che la hanno definita inopportuna ed oltraggiosa; altri ritengono inefficaci i soli 140 caratteri concessi da Twitter per esprimere le sacre verità della Chiesa. Alcuni ancora hanno visto nel gesto del papa, il raggiungimento dell’estrema pienezza di significato del concetto di “condivisione cristiana”. Moltissimi hanno apprezzato la “discesa” del papa tra gli uomini, il contatto diretto che egli cerca in tal modo di creare, egli che si definisce, su Twitter, @pontifex.
La scelta del nickname appare sensata: pontifex significa non solo “papa”, ma anche “creatore di ponti” e poco importa se quello che si è costruito oggi, quel filo invisibile lanciato dal balcone del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, è virtuale e d’ora in poi si dirà “il papa ha cinguettato”. Non importa perchè è moderno e, si sa, tutti si devono adattare. Qualcuno sibila tra i denti che @pontifex è un buon nickname, perfettamente generico: così quando muore un papa non se ne deve fare un altro (account).
«La presenza del Papa su Twitter vuole essere un messaggio per tutti: non è solo il suo personale mezzo per diffondere alcune sue parole, significa anche porsi come Pastore, capo della Chiesa, dare l’esempio e in un certo senso invitare tutti a farsi carico di questa nuova dimensione della comunicazione e ad esservi presenti.», afferma alla Radio Vaticana il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, commentando il boom di follower raggiunto dal nuovo account di Benedetto XVI su Twitter.
Papa Ratzinger, infatti, sembra avere numerosi sostenitori in questa nuova iniziativa: in meno di 24 ore @pontifex ha guadagnato più di 500mila followers (un miracolo: in poche ore la moltiplicazione dei Tweet!) ma, per una questione di uguaglianza e fratellanza, il papa cybernetico non avrà alcun “following”, dunque non seguirà nessuno.
E’ evidente che il papa non essendo un `nativo digitale´ userà il social network in un modo diverso da come lo usano i ragazzi. Però ne comprende la portata, le potenzialità, e invita la Chiesa a essere pronta al cambiamento. Il primo post di papa Benedetto XVI sarà pubblicato alle ore 12 del 12-12-2012. Mentre, il primo tweet per @pontifex è stato quello di Shimon Peres, presidente israeliano: «Santità, benvenuto su Twitter. Le nostre relazioni con il Vaticano sono nel loro momento migliore e possono costituire la base per diffondere ovunque la pace». Ma non è mancato chi ha scatenato tutto il proprio dissenso e la propria disapprovazione con Tweet conditi al veleno. E, come ogni cosa, è stata rivelata anche l’altra faccia della medaglia: il papa ora può raggiungere tutti i fedeli ma è vero anche il contrario.
Ecco perchè qualcuno ha già twittato al papa domande politically uncorrect, come chi chiede: “Ciao @pontifex, volevo chiederti: le indulgenze vendute su Groupon hanno la data di scadenza?”
Chiara De Gennaro


