PRO CIVITATE
Movimento Civico
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Eccellentissimo Presidente della Repubblica
Giorgio NAPOLITANO
Palazzo del Quirinale
00187 ROMA
Bari lì. 20 dicembre 2012
Il Presidente
Pro Civitate all’Eccellentissimo Presidente della Repubblica per chiedere , premesso che :
– al Sig. omissis, nato a Bari ed ivi residente alla via omissis , in data 12 ottobre 2011 veniva diagnosticata una lesione istmica del pancreas istologicamente consistente in cellule maligne compatibili con adenocarcinoma moderatamente differenziato ;
– essendo la lesione da cui è affetto il sig. omissis avanzata ed inoperabile, questi veniva sottoposto a chemioterapia sistemica primaria secondo lo schema Folfirinox, chemioterapia di seconda linea con Gemcitabina come radio-sensibilizzante e radioterapia a fasci esterni sul pancreas e linfonodi e a trattamento loco regionale mediante elettroporazione irreversibile della lesione pancreatica ;
– le ultime indagini strumentali effettuate al sig. omissis evidenziavano una progressione della malattia a livello pancreatico ;
– la prognosi dei pazienti affetti da lesioni pancreatiche è assai infausta, tanto che il tasso di sopravvivenza a 5 anni per i pazienti affetti da malattia locale è del 16 % , e il tempo di sopravvivenza media collettivo di tutti i pazienti è di 4 – 6 mesi ;
– in data 12 ottobre 2012 , il sig. omissis per il tramite del medico di medicina generale e successivamente in data 21 ottobre 2011 per il tramite del patronato EPAS, inoltrava ai sensi di Legge giusta domanda all’INPS affinché gli fosse riconosciuto lo status di invalido civile indi beneficiare delle spettanti provvidenze economiche , ovvero della pensione di inabilità e dell’indennità di accompagnamento ;
– nel febbraio 2012, il sig. omissis apprendeva da nota rimessagli dall’INPS, che benché riconosciuto invalido al 100% con totale e permanente inabilità lavorativa, avrebbe beneficiato della pensione di inabilità (rivedibile ad 1 anno) , ma non dell’indennità di accompagnamento ;
– riconoscere lo status di invalidità al 100 % per 1 anno, ad un paziente affetto da una patologia la cui prognosi è infausta, oltre ad apparire inopportuno induce a dubitare della competenza Medico Scientifica della preposta commissione giudicante ;
– successivamente, il sig. omissis , entro i termini prescritti dalla Legge, presentava giusto ricorso innanzi al Giudice Unico del Tribunale di Bari sez. Lavoro, avverso il provvedimento adottato dall’INPS;
– in data 29 ottobre 2012 , il sig. omissis veniva sottoposto a visita dal CTU nominato dal Giudice Unico del Tribunale di Bari sez. Lavoro, che all’esito dell’accertamento riteneva corretto il giudizio al tempo espresso dalla competente Commissione, evidenziando altresì che il ricorrente deambulava in maniera autonoma, non necessitava di aiuto per i cambi posturali, era perfettamente in grado di compiere da solo i movimenti di vestizione e svestizione richiesti dalla visita e non presentava alcuna alterazione dello stato psichico che rendesse necessaria la presenza di un accompagnatore.
– il CTU, per quanto attiene alla possibilità di riconoscere l’indennità di accompagnamento per il periodo di effettuazione della chemioterapia, precisava che agli atti non risultava né un’alterazione delle performance status in conseguenza delle terapie eseguite, né la comparsa a seguito dei trattamenti di effetti collaterali di entità tale da aver potuto alterare le autonomie funzionali del ricorrente e/o la sua capacità di deambulare autonomamente, ritenendo pertanto che non sussistessero le condizioni per riconoscere la richiesta di indennità ;
– da oltre un anno il sig. omissis non svolge alcuna attività lavorativa poiché l’azienda presso la quale era assunto con contratto di tirocinio formativo non era nelle possibilità di rinnovarlo ;
– da qualche mese a seguito del sopraggiunto decesso dell’anziano genitore con il quale il sig. omissis conviveva, questi non dispone di quelle risorse economiche che benché esigue gli consentivano di provvedere al proprio sostentamento ;
– il sig. omissis successivamente al decesso dell’anziano genitore inoltrava giusta domanda all’INPDAP affinché ai sensi di Legge potesse godere di un assegno di reversibilità , e a tutt’oggi attende di conoscere, al riguardo, eventuali determinazioni del ridetto Ente ;
– a tutt’oggi il sig. omissis può disporre esclusivamente dell’assegno di inabilità erogato dall’INPS, pari a 268,00 euro mensili ;
– non si comprende per quale ragione il sig. omissis sarebbe stato quindi sottoposto ai trattamenti chemioterapici in regime di ricovero presso l’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, se questi non comportassero per i Medici Curanti la necessità di un attento monitoraggio dello stato di salute del paziente durante e successivamente la fase di somministrazione dei medicamenti ;
– non si comprende quindi per quale ragione il sig. omissis per sottoporsi per circa 2 mesi ai trattamenti chemio-radioterapici presso l’Istituto Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (FG) avrebbe soggiornato in loco a proprie spese presso una locale pensione , impegnando gli esigui risparmi, piuttosto che fare giornalmente il pendolare da Bari a San Giovanni Rotondo (FG);
– non risulta che il CTU nominato dal Giudice Unico del Tribunale di Bari sez. Lavoro abbia mai visitato il sig. omissis presso il proprio domicilio di Bari o in San Giovanni Rotondo dopo che questi veniva sottoposto ai necessari medicamenti ;
– non risulta che le Istituzioni preposte, accertino celermente la sussistenza dei requisiti per beneficiare delle provvidenze economiche e/non spettanti per Legge agli Invalidi Civili e che la medesima Istituzione provveda eventualmente a liquidare in breve tempo le spettanze economiche, mentre, invero risulta che in numerosissimi casi a seguito delle lungaggini burocratiche e controversie giudiziarie nelle quali sono coinvolti i pazienti affetti da lesioni neoplastiche, le spettanze dovute siano state erogate post mortem ;
– la sola lettura della diagnosi di adenocarcinoma moderatamente differenziato del pancreas dovrebbe render l’idea di quale sofferenza attenda il malcapitato paziente, atteso il suo decorso e la sua infausta prognosi, in particolar modo ad un CTU quotidianamente a contatto con i pazienti oncologici, atteso che consta Egli rivesta l’incarico di Dirigente Medico c/o l’Istituto Oncologico Scientifico di Bari ;
– in un paese normale e civile, dovrebbe evitarsi che un cittadino a cui la malattia ha già sottratto la dignità ed ogni aspettativa di vita, debba adire le vie giudiziarie per tentare di godere di quei benefici che non solo in ragione di Legge ma soprattutto del buon senso, scienza e coscienza dovrebbero essergli riconosciuti ;
– l’aggravarsi dello stato di salute del sig. omissis , potrebbe imporre che questi trascorra il suo ultimo Natale terreno in ospedale ;
– se Ella non ritenga necessario ed urgente sensibilizzare gli Istituti competenti affinché per il futuro adottino provvedimenti che abbiano maggiore riguardo per la sofferenza di chi affetto da patologie neoplastiche avrebbe diritto e ragione di godere della solidarietà dello Stato e di vivere serenamente gli ultimi giorni della propria vita piuttosto che barcamenarsi in azioni giudiziarie che semmai gli dessero ragione, si risolverebbero dopo la sua morte.
Eccellentissimo Presidente,
pur consapevole che Ella nulla potrà per alleviare le sofferenze patite e patendi dal sig. omissis, si ha fiducia che interverrà affinché tanti altri concittadini non debbano patire analoghe sofferenze e umiliazioni che inducono quasi a pregare il sopraggiungere della morte e a sperare che almeno da trapassati si possa scegliere in quale parte celeste dell’Universo dimorare.
Il sig. omissis alla fine della sua esperienza terrena porterà con se il ricordo degli amici e parenti più cari e dei Medici e Paramedici che dal principio lo hanno assistito, con in capo il Direttore dell’U.O.C. di Radiologia Interventistica Dr. Cosmo Damiano Gadaleta, che oltre a somministrargli ogni cura tesa ad alleviargli le sofferenze gli manifestano continuamente vicinanza, solidarietà e affetto, ma non avrà nostalgia di uno Stato che è evidente lo ha abbandonato proprio nel momento in cui necessitava di maggiori tutele.
In attesa di un di Ella sollecito riscontro è gradita l’occasione per porgerLe i più cordiali e sinceri saluti e augurarLe di trascorrere un sereno Natale.
f.to Vitantonio UGGENTI


