Ci siamo stancati e sono anni che ripetiamo le stesse cose, ed eco perchè riteniamo i politici di casa nostra, per le cose che riguardano più direttamente la nostra regione, responsabili di negligenza e di superficialità.
Sono proprio convinti i nostri deputati e senatori nonché i settanta ben pagati consiglieri regionali della Puglia che sia sufficiente presentare una interrogazione e lavarsi così la coscienza senza aver mai preso contezza delle nostre denunce, che sono poi i lamenti della povera gente che ci scrive e che quotidianamente ci ascolta.
Certo, la gente scrive e parla, qualche volta esasperando un problema, ma le segnalazioni che già noi filtriamo vanno accertate da chi ha i poteri di poterlo fare:
Capitolo sprechi e sperperi: chiusura della clinica dermatologica dell’osp. Di Venere dopo la realizzazione di una sala operatoria costata 2 milioni di euro; sale operatorie delle sale parto dell’osp.Di Venere e del S.Paolo mai entrate in funzione;lavori di ristrutturazioni in corso all’osp. Di Venere da tempo immemorabili che andrebbero verificati nella loro congruità. Capitolo tagli: Rianimazione del Di Venere con solo quattro posti per mancanza di personale, chiusura sale parto del Di Venere per mancanza di ostetriche, tagli all’assistenza domiciliare dei disabili per quasi cinque milioni di euro penalizzando le strutture private che sopperiscono egregiamente alle carenze del servizio pubblico;tagli agli ausili protesici per pannetti che non sono assorbenti e causano infezioni;tagli sul materiale necessario garze, suture che mancano nel pronto soccorso.
Queste sono alcune delle segnalazioni ma ci sono motivi di forti dubbi sugli acquisti di materiali di quotidiano consumo, i cui costi variano stranamente da ospedale da ospedale a ospedale, così come riportato dal quotidiano “il Giornale” di oggi 4 giugno.
A qualcuno spetterà certamente il compito di controllare quello che avviene nelle strutture ospedaliere dove si amministra il denaro pubblico, noi speriamo solo che lo facciano seriamente e diano un segnale della loro esistenza.
Lucio Marengo


