ITALIA – La ferita svedese è ancora aperta. La bruciante sconfitta difficilmente verrà dimenticata nel tempo e, di conseguenza, continueranno a protrarsi per anni gli spettri di Ventura, Tavecchio e alcune loro decisioni scellerate. In una nazione così calorosa e calcisticamente appassionata come la nostra, la disfatta subita neanche un mese fa lascerà un vuoto incolmabile per almeno il futuro prossimo.
Nonostante la lontanissima possibilità di un ripescaggio, c’è un’altra speranza per il calcio italiano: una chance di riscatto per tutto il popolo azzurro. L’anno prossimo, infatti, si terrà in Messico una competizione di calcio parallela a quello tanto blasonata e sponsorizzata dai media, eppure altrettanto efficace nel trasmettere quelli che sono gli ideali dello sport tutto. Si tratta del mondiale di calcio per gli “amputati”, ovvero una forma di paramondiale a cui la nazionale italiana è riuscita a qualificarsi, in seguito al quinto posto ottenuto allo scorso mondiale in Turchia.
Le “stampelle azzurre”, capitanate da Francesco Messori, incarnano alla perfezione un’ideale di calcio autentico e puro. Ben distante dai vecchi giri di denaro, diritti tv e sponsorizzazioni; lo sport torna ad essere sport, mentre l’amore per questi colori non cambia. Un grosso augurio a questi giovani, insomma. Unici messaggeri del calcio italiano e di quell’azzuro che ha il sapore di vittoria. 


