Al termine della Santa Messa di chiusura della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.
Il Papa ha dedicato le sue riflessioni al Sinodo dei Vescovi ed ha detto: “Per tre settimane ci siamo confrontati sulla realtà della nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana: tutta la Chiesa era rappresentata e, dunque, coinvolta in questo impegno, che non mancherà di dare i suoi frutti, con la grazia del Signore. Prima di tutto però il Sinodo è sempre un momento di forte comunione ecclesiale, e per questo desidero insieme con tutti voi ringraziare Dio, che ancora una volta ci ha fatto sperimentare la bellezza di essere Chiesa, e di esserlo proprio oggi, in questo mondo così com’è, in mezzo a questa umanità con le sue fatiche e le sue speranze”.
Riferendosi alla significativa coincidenza dell’Assemblea sinodale con il 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II e l’inizio dell’Anno della fede, Benedetto XVI ha detto:
“Ripensare al Beato Giovanni XXIII, al Servo di Dio Paolo VI, alla stagione conciliare, è stato quanto mai favorevole, perché ci ha aiutato a riconoscere che la nuova evangelizzazione non è una nostra invenzione, ma è un dinamismo che si è sviluppato nella Chiesa in modo particolare dagli anni ‘50 del secolo scorso, quando apparve evidente che anche i Paesi di antica tradizione cristiana erano diventati, come si suol dire, ‘terra di missione’. Così è emersa l’esigenza di un annuncio rinnovato del Vangelo nelle società secolarizzate, nella duplice certezza che, da una parte, è solo Lui, Gesù Cristo, la vera novità che risponde alle attese dell’uomo di ogni epoca, e dall’altra, che il suo messaggio chiede di essere trasmesso in modo adeguato nei mutati contesti sociali e culturali”.
Le intense giornate di lavoro dei Padri sinodali hanno portato ad un “impegno per il rinnovamento spirituale della Chiesa stessa, per poter rinnovare spiritualmente il mondo secolarizzato; e questo rinnovamento verrà dalla riscoperta di Gesù Cristo, della sua verità e della sua grazia, del suo ‘volto’, così umano e insieme così divino, sul quale risplende il mistero trascendente di Dio”.
Dopo l’Angelus il Papa ha lanciato un appello a favore di Cuba, Haiti, Giamaica e le Bahamas colpite nei giorni scorsi da un devastante uragano che si è abbattuto con particolare violenza sui paesi caraibici, causando numerose vittime, costringendo numerose persone a lasciare le proprie case. “Desidero assicurare la mia vicinanza – ha detto il Papa – e il mio ricordo a coloro che sono stati colpiti da questo disastro naturale, mentre invito tutti alla preghiera e alla solidarietà, per alleviare il dolore dei familiari delle vittime e offrire aiuto alle migliaia di danneggiati”.
Il Santo Padre ha concluso il post Angelus ricordando le popolazioni di Basilicata e Calabria “che hanno subito un terremoto nei giorni scorsi”.


