ITALIA – L’allarme giunge dalla Polizia Postale di Rovigo, bersaglio di una presunta spending review che limiterebbe la presenza della cybersecurity ai capoluoghi di regione. Una scelta decisamente in controtendenza con la realtà, sempre più bersagliata da reati sul web (come l’attacco informatico agli ospedali londinesi avvenuto a maggio).
Purtroppo il fenomeno non sarebbe isolato, ma è possibile riscontrare situazioni precarie in molti capoluoghi italiani e locali. La città di Bari presenta la stessa realtà degradata e, secondo indiscrezioni, non sarebbe remota la volontà di chiudere il settore informatico barese.
La mancanza di sufficiente personale e di fondi, sarebbe il primo segnale di una manovra drastica che metterebbe in difficoltà le forze dell’ordine, costrette a pagare privati per svolgere le indagini.
Un cambiamento non proprio funzionale in un Paese sempre più sotto scacco dal Web e dal Deep Web, insieme di informazioni non indicizzate(lette) da Google e perciò covo di attività illegali.
Sul Deep Web o ”web sommerso” sono stati scoperti più di 450milioni di dati rubati(password e email) e la maggior parte apparterrebbe a istituzioni e organi italiani.
E per rendere il tutto ancora più macabro, Youssef Zaghba, terrorista italiano tra i responsabili della strage londinese dello scorso 3 giugno, avrebbe avuto contatti con esponenti dell’Isis proprio sul Deep web.
Nonostante tutto, le manovre in atto risultano più vicine che mai.


