Nessun sabotaggio, nessun giardiniere distratto, dietro la siccità del povero manto dello stadio San Paolo ci sarebbe lo zampino di un fungo. Tutta colpa di un virus, diciamo così, che come ha spiegato l’head of operations del Napoli, Alessandro Formisano, ha colpito la zona antistante la panchina degli ospiti e poi s’è propagato a macchia d’olio per l’intera area. Ed ecco che un campo da calcio diventa uno stadio da beach soccer, con tanto di sabbia e paglierino. Cavani e Jovetic tra un tiro e l’altro hanno calciato anche qualche zolla di terra. Chissà Maradona come si sarebbe divertito, lui che con le arance ci palleggiava a colazione. Eppure ai suoi tempi, lontani più di un ventennio, l’erbetta di Fuorigrotta viveva sicuramente tempi migliori. E pensare che gli interventi di ammodernamento risalgono solo a due anni fa. Niente allarmismi, stavolta non sono stati i soldi pubblici ad essere buttati nel secchio. Il sindaco di Napoli De Magistris, attraverso il suo profilo Twitter, ha subito tenuto a precisare che la responsabilità della manutenzione del prato spetta alla SSC Napoli. Ed ecco chiamato in causa il patron Aurelio de Laurentis, che allo stato attuale più che partite si serie A, su quel manto potrebbe inscenare un film Western. Il famoso cinematogrofo, anche se in evidente ritardo sta correndo ai ripari e ha indetto per domani un summit di esperti per pianificare una nuova strategia di interventi. Certo è, che i tempi non saranno affatto brevi. Aurelio De Laurentis, rassicura infatti che “entro un mese il prato sarà perfetto”.
Laura Marchesini


